Jacobin Italia
La rivoluzione non si fa a parole. Serve la partecipazione collettiva. Anche la tua.

Quel che resta di Genova

A 25 anni dal controvertice del G8, il filo rosso dei movimenti globali ha tenuto il punto del no alla guerra e del no al neoliberismo. Due coordinate che restano imprescindibili ancora oggi e che costituiscono la bussola per l’avvenire

Che tipo di lavoro abbiamo?

L’ultimo rapporto annuale Inps fotografa l’occupazione in Italia: cresce la manodopera migrante, la maggior parte opera nel privato, aumentano i contratti stagionali e intermittenti

L’ex Gkn salpa in mare aperto

Dopo 5 anni di presidio gli operai di Campi Bisenzio partono con la reindustrializzazione autogestita, mentre sia il capitale che le istituzioni sono spariti. Per trasformare l’energia di questa lotta in un progetto industriale e conflittuale serve un salto di qualità nella convergenza

alternative economiche

Assalto ai fornelli

Spezzare il pane e condividerlo, mettersi a tavola insieme, scambiarsi ricette. Gesti che rivelano la natura sociale e cooperativa del mangiare. Eppure da tempo l’alimentazione è ambito di esclusione, competizione, sfruttamento e chiusure identitarie. Il n. 31 di Jacobin Italia ruota attorno a questa contraddizione. Per farlo indaghiamo la struttura economica e al tempo stesso sondiamo la produzione di storie che ruota attorno al cibo e all’ideologia del food.

La ghigliottina

i podcast

Radici Ribelli

I podcast delle conferenze svoltesi a Firenze il 20, 22 e 23 aprile: uno spazio di confronto sulle pratiche di resistenza e sulle alternative possibili di fronte alle nuove destre

da non perdere sull’ultimo numero della rivista

I cappelletti di Lenin

La storia del movimento operaio è anche storia di cibo. Anzi, storia di cantine e trattorie: è qui che lavoratori e lavoratrici si confortano con un piatto caldo e un bicchiere, organizzano lotte (persino congressi) e si aiutano a vicenda

Lotta di classe al ristorante

Anche Firenze è vittima della turistificazione mangereccia: dentro la nuova fabbrica del cibo sparsa nella città dei Medici si sperimentano forme di sciopero per i diritti della forza gastro-operaia multinazionale

La mucca pazza di Marx

Nel Capitale si parla di cibo in relazione alle condizioni di vita, ai bisogni, alla produzione e alla riproduzione. Per dire che dietro a prodotti di pessima qualità o nocivi si celano lavoro mal pagato, ritmi forsennati e orari lunghissimi

Mangiare è un atto rivoluzionario

Il cibo come spazio collettivo e plurale contro le strette identitarie e gli edonismi. Perché mangiare è un modo di condividere, contaminarsi, spartire piacere e culture. Dialogo con Vito Teti, antropologo, sulle cucine italiane

da non perdere sull’ultimo numero della rivista