Jacobin Italia

Giulio Calella

Lanzichenecchi di tutto il mondo, uniamoci

La scelta del direttore di Repubblica di pubblicare l’articolo del padre del proprio editore, Alain Elkann, è involontariamente radicale: niente mostra meglio la profonda divisione in classi della società delle parole di chi fa parte dell’1% più ricco

La fabbrica delle storie

Il Festival di letteratura working class è stato molto diverso dalle kermesse del libro perché è stato un evento collettivo e uno strumento di conflitto. Raccontando la propria storia la classe diventa più forte nel rivendicare i propri diritti

Rappresentanti senza rappresentati

La destra vince le regionali in Lazio e Lombardia nel vuoto politico dell'astensionismo: una maggioranza schiacciante che ha disertato le urne e ha penalizzato soprattutto i partiti all'opposizione al governo Meloni

Se 16 milioni vi sembran pochi

Chi vuole ricostruire da sinistra il campo di battaglia non può non guardare alla composizione di classe dei votanti e di chi non si è recato alle urne. Analizzando in modo meno impressionistico i dati si può provare almeno a farsi le giuste domande

Votare in un paese senza sinistra

Anche nelle «bolle» più omogenee si trova un disorientamento diffuso su se e per chi votare il 25 settembre. Ma l'urgenza è avere il coraggio di affrontare il problema storico della ricostruzione sociale e politica del campo di battaglia

Il passato al singolare

Nell'era dei selfie e in tempi di reificazione del passato, Enzo Traverso ragiona sul rapporto tra ricerca storica e narrazioni individuali. E sul rischio, che si perda di vista la dimensione collettiva

La buona morale non ci salverà

La scrittura «engagée», dai social network alla letteratura, adotta un linguaggio sempre più individualizzante e rivolto a rassicurare la propria «bolla». Occorre invece un vocabolario in grado «dov'era l'io di fare il noi»

Dizionario

Dal proletariato allo sciopero, sette parole-chiave da risignificare per ragionare sulla classe, le sue mutazioni e i tentativi di cancellarla

Un paese normale (all’apparenza)

In assenza di alternative credibili torna il tradizionale scontro tra centrosinistra e centrodestra. Ma il dato eclatante è l'astensione: c'è un magma sociale non rappresentato che dopo la delusione per il M5S non è stato conquistato da nessuno

Giacobine e giacobini si diventa

Trenta momenti di discussione, 35 relatrici e relatori, 200 partecipanti in presenza e 50 online. L’idea dell’apprendistato giacobino ha colto un bisogno di politica alternativa che esiste ma in un paese senza sinistra trova pochi luoghi credibili

Dieci anni dopo

Che cosa è rimasto del fenomeno dei «sindaci arancioni» che si affermarono in grandi città come Napoli, Genova, Milano e Cagliari? Ben poco, a quanto pare. Segno che non esistono scorciatoie alla costruzione dell’alternativa

Genova non durò 48 ore

In occasione del ventennale del G8 circolano ricostruzioni che decontestualizzano l'evento, ne mostrano la fiammata senza spiegarne le radici e rimuovono la storia di un movimento che va invece riscoperto

La ricchezza secondo i ricchi

Flavio Briatore è il testimonial del padronato all’italiana: ostenta opulenza, fa sfoggio di lusso pacchiano. Ha scritto un libro-manifesto nel quale sostiene che i poveri hanno bisogno di quelli come lui

Roma Calenda est?

Per la capitale, arriva la candidatura del figlio della buona borghesia, un «liberista pentito» che ripropone le ricette liberiste, uno che si considera nemico di sovranisti e populisti ma ne riecheggia gli slogan

Serve un’altra idea di democrazia

Il dibattito intorno al referendum sul taglio dei parlamentari ha rimosso i problemi strutturali della crisi trentennale della rappresentanza e omesso qualsiasi idea alternativa di partecipazione politica

La ripartenza

Se le classi dirigenti, pur in evidente difficoltà, provano a riorganizzarsi dopo lo shock, la nostra parte è ancora disorientata. Ma come iniziamo a vedere dagli Usa, il «rilancio» non verrà dall'alto ma da radicali conflitti sociali