Decreto lavoro, ennesimo regalo alle imprese
Ecco perché le misure approvate il primo maggio dal consiglio dei ministri sono in perfetta continuità con le politiche degli ultimi trent'anni
Ecco perché le misure approvate il primo maggio dal consiglio dei ministri sono in perfetta continuità con le politiche degli ultimi trent'anni
L'Italia è l'unico paese europeo in cui i salari medi negli ultimi trent'anni sono diminuiti. Attaccare le forme di sussidio ai disoccupati è un modo per rendere ancora più ricattabile la manodopera a basso costo
La repentina scomparsa del salario minimo dal Pnrr mostra il vero ritorno alla normalità del governo Draghi: per i tanto decantati lavoratori e lavoratrici essenziali i salari e i diritti non sembrano considerati altrettanto essenziali
Lo scenario degli scontri tra diversi tipi di capitale fa capire che non sarà solo la lotta di classe, nelle forme che assumerà in questi tempi, a disegnare l’avvenire dopo la crisi pandemica
La vertenza per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici si è saputa inserire nelle divisioni del fronte padronale, mostrando un metodo di rivendicazione utile nella nuova fase politica che si apre
Tra il pubblico impiego ci sono anche gli infermieri e operatori sanitari che lavorano notte e giorno per pochi euro. Eppure sono il bersaglio privilegiato contro cui vengono scagliate invettive con l'obiettivo di addebitargli i costi della crisi
La pandemia ha accelerato le tendenze in atto nel progetto dell'Unione europea. E anche di fronte al Recovery Fund l'alternativa è tra reale unità politica e sfaldamento
La crisi ha messo in evidenza una volta per tutte i disastri del neoliberismo e la necessità del welfare state. Ma la centralità degli assetti istituzionali, delle loro funzioni e dei loro apparati, non è garanzia di avanzamento sociale
Carlo Bonomi, appena salito al vertice dell'associazione di categoria degli imprenditori, attacca a testa bassa su politiche pubbliche e diritti dei lavoratori, auspicando lacrime e sangue. Si apre la partita sul governo della crisi
Le elezioni europee hanno segnalato la crisi dello stato, nei contesti nazionali e nell’assetto europeo, che si traduce nell’incapacità di produrre stabilità. Per la destra questa crisi devono pagarla le classi subalterne
La partita sulla proposta sul Salario minimo sembra bloccata, con la sinistra politico-sindacale sulla difensiva. Va invece colta l'occasione per mettere i bastoni tra le ruote a un sistema basato sulla svalutazione del lavoro
L’affermazione di un modello in cui la cooperazione prendeva il posto del conflitto: questo è stato l’obiettivo degli imprenditori dopo il ciclo di lotte che è arrivato alla fine degli anni Settanta
Nel sito Italpizza di Modena, la solidarietà tra gli scioperanti e i lavoratori chiamati dall’azienda per sostituire i ribelli ha imposto il blocco della produzione, in un'inedita alleanza tra i sindacati di base e la Cgil
Dalla fiducia nelle salvifiche sorti dello sviluppo capitalistico alla concezione della tecnologia come elemento neutro: la crisi dei pilastri ideologici del neoliberismo dimostra che nulla è eterno e immutabile. E che bisogna riprendersi il tempo
Nella nuova classe operaia dei servizi si condensano forme di comando antiche e moderne al tempo stesso, che si servono della mercificazione delle donne per mantenere il controllo classista sul lavoro
Per il blocco neoliberista il principale problema del Reddito di cittadinanza è di essere troppo generoso rispetto alle retribuzioni italiane. Emerge allora il vero oggetto dello scontro: continuare a svalutare il lavoro
In una lettera al nuovo segretario della Cgil, l'ex senatore del Pd propone un'unità nazionale corporativa per la competitività globale. Una faccia nazionalista del neoliberismo che nega l'antagonismo tra lavoratori e imprenditori
Amazon si rafforza nel nostro paese grazie all'accordo con Poste Italiane: un'intesa che non serve a lavoratori e consumatori. E che consolida due monopoli privati, uno globale l'altro nazionale
Prima le convergenze con Marchionne, poi con Renzi e Calenda, infine con i quotidiani della destra liberal. Il sindacalista della Fim Cisl è il nuovo interprete della cultura che ha allargato disoccupazione, precarietà e povertà
Il dibattito pubblico si concentra su presunte “invasioni”, ma i numeri di coloro che se ne vanno dall’Italia sono comparabili a quelli del dopoguerra. Un fenomeno che va ben oltre la retorica dei “cervelli in fuga”