Jacobin Italia

Eileen Jones

Oscar, sentimentalismo e amnesia

A parte le parole di Javier Bardem, quella degli Oscar è stata la solita tradizionale serata: tutti elegantissimi, vestiti con cura in abiti firmati pronunciando occasionalmente parole di protesta. Un po’ poco per i tempi che viviamo

Falla finita, Quentin

Dal suo semi-ritiro israeliano, Tarantino ha smesso di essere un grande regista per sparare giudizi non richiesti e disertare la battaglia per salvare il cinema

Spaghetti alla frontiera

La lezione degli spaghetti western sta nella loro capacità di lanciare potenti messaggi di sinistra utilizzando l’involucro dei film di genere e di un entusiasmante stile cinematografico popolare

Una storia pacificata

Il biopic su Bob Dylan ha tutti gli ingredienti per sbancare il botteghino e tutti i limiti del genere: la vicenda di una persona fila dritta senza troppe contraddizioni

Il nuovo Willy Wonka

La trama del prequel sulla fabbrica di cioccolato è un po' deludente, tutta incentrata su Timothée Chalamet. Ma ha qualche pregio, come il tentativo di emancipare la storia degli Umpa-Lumpa dai sospetti (più che legittimi) di razzismo

Gli assassini della terra rossa

In «Killers of the flower moon» Martin Scorsese racconta magistralmente, con coraggio, onestà e rigore, una storia vera del genocidio dei nativi americani come simbolo della predazione capitalista

Il martire Oppenheimer

Christopher Nolan mette in scena la vita dell'inventore della bomba atomica. Tutto appare dettagliato e grandioso, ma ha la pecca di voler piacere a tutti i costi al grande pubblico

Nel mondo di Barbie

Con tutte le sue contraddizioni, a partire da quella che lo lega a un brand e che si collega a una schiera di film destinati a celebrare un prodotto, «Barbie» fa intravedere una nuova forma delle narrazioni pop

Buona la seconda

La nuova stagione di «The Bear» mantiene la qualità della prima. E racconta bene come le vicende si accaniscano contro chi prova a sfondare senza avere molti soldi

Ritratto della rabbia statunitense

Beef (Lo scontro) è una serie Netflix che racconta l'escalation grottesca di vendette tra un operaio in bolletta e una gallerista affermata. Non c'è lotta di classe ma molto rancore

La Signora in rosso

Angela Lansbury si diceva «orgogliosamente socialista». Il cinema non l'ha valorizzata come meritava: ai più è nota nella parte della nonnina detective della tv ma ha interpretato donne ciniche e inquietanti con sensibilità rara

Thor, la tensione comica

Per il regista Taika Waititi, la commedia è uno strumento per combattere il fascismo. Usa questo registro, a tratti sfiancante, anche nel nuovo film del supereroe col martello

Cosa manca in Pistol

La serie di Danny Boyle sui Sex Pistols sceglie registri narrativi troppo convenzionali, dai quali non emerge la forza liberatrice del punk e il senso profondo della sua esplosione

I looser del socialismo

Avevate mai notato che il Drugo ne «Il Grande Lebowski» rievoca i suoi trascorsi nei movimenti degli anni Sessanta? Non è l’unico caso in cui i fratelli Coen infilano nei loro film le vite dei naufraghi della storia della sinistra statunitense

Il santo con la pistola sotto il cuscino

L'immagine dell'uomo integerrimo, cucita addosso a Sidney Poitier attraverso i personaggi che lo hanno reso celebre, non deve farci dimenticare i conflitti ai quali il grande attore scomparso non si è sottratto nel corso della sua carriera

Campioni della working class

I film sullo sport degli anni Settanta come Quella sporca ultima meta sono commedie amare dalla forte critica sociale. I protagonisti sono lavoratori e diseredati che lottano contro i padroni dello sport professionistico

A Walk on the Wild Side

L'eccellente documentario di Todd Haynes sui leggendari Velvet Underground ci riporta a quando, non molto tempo fa, la musica, il cinema e l'arte erano audaci e potenti