Jacobin Italia

Francesco Massimo

Quel che resta della macronie

La Francia va al voto per le presidenziali. Macron si gioca la conferma, ma il suo progetto di radere al suolo le strutture sociali per costruire una società regolata sul mercato ha incontrato resistenze molto forti

Lo scandaloso sciopero generale

Gli attacchi allo sciopero e la demonizzazione del conflitto rivelano lo spirito classista e antisociale delle classi dirigenti italiane. Ma ci dicono anche che l’arrendevolezza sindacale è durata troppo a lungo

Nella foresta dei diritti di Amazon

Lo sciopero di tutti i dipendenti Amazon italiani è un evento storico, figlio delle lotte nella logistica degli ultimi anni. Ma per produrre risultati concreti deve superare la logica concertativa e trovare una dimensione transnazionale

Lo stato delle Unions

Fiaccato dai compromessi, il sindacato Usa è alla ricerca del rinnovamento. Per adesso cambiano i rapporti di forza interni: crescono i servizi e si indebolisce la manifattura. E ancora non si scorge la convergenza coi movimenti

È di nuovo Primo Maggio

Un nuovo progetto raccoglie l'eredità della più longeva delle riviste operaiste. E rilancia gli assi principali: l’inchiesta storica e militante assieme all’attenzione alle trasformazioni del lavoro e alle nuove figure sociali che le accompagnano

Ritorno al futuro

In Italia si sciopera sempre di meno. Manca la percezione del rapporto tra le lotte e l’interesse comune. Ma le nuove forme di sfruttamento impongono strategie che riconnettano lavoratori e cittadini, produzione e vita

Venerdì nero, salari in rosso

Ecco il Black Friday. Intanto, Amazon aumenta il salario dei propri dipendenti negli Stati uniti e in Uk. Negli Usa è la risposta alla pressione del movimento Fight for 15 e di Sanders. Ma rientra in una strategia di sviluppo monopolistico

Le nuove emigrazioni italiane

Il dibattito pubblico si concentra su presunte “invasioni”, ma i numeri di coloro che se ne vanno dall’Italia sono comparabili a quelli del dopoguerra. Un fenomeno che va ben oltre la retorica dei “cervelli in fuga”