Jacobin Italia

Lorenzo Zamponi

L’onda nera non c’è stata

In Spagna la guerra lampo culturale della destra non prevale anche e soprattutto perché la mobilitazione del variegato fronte progressista è stata ben più forte del previsto

Il venditore

Berlusconi è stato prima l’industriale più potente della storia dei media italiani e poi il leader più importante della storia della destra dopo Mussolini, lanciando il modello dell’imprenditore populista

Le voci dell’antimafia sociale

Dalle lotte di Placido Rizzotto a quelle di Peppino Impastato fino alle tante esperienze diffuse sui territori, esiste un movimento variegato che coniuga la battaglia alla criminalità organizzata con le lotte per i diritti

La politicizzazione dei bisogni

Il lavoro delle reti mutualistiche cresciuto in questi anni ribalta l’assunto della destra: i poveri non sono soggetti passivi, quando va bene da aiutare paternalisticamente, ma possono riprendere in mano il proprio destino

Un Pd di sinistra è possibile?

Il risultato delle primarie ha ribaltato quello delle sezioni mostrando la richiesta di svolta a sinistra. Per invertire la rotta neoliberista di quel partito occorrono però rotture e conflitti non un semplice cambio di leadership

Vietato parlare di neoliberismo

Il neoliberismo non va neppure nominato perché non è un’ideologia che contiene opzione di politica economica tra le tante: viene presentato come la legge naturale dell’economia e della società

Backlash conservatore

Liberali che in altre epoche avrebbero condiviso battaglie con la sinistra oggi riportano in Italia i talking points dell’ultradestra statunitense contro i presunti eccessi censori del progressismo. Com’è potuto accadere?

Identità forte, politica debole

Il primo governo di estrema destra è tanto forte nei numeri quanto debole nella società, in basso come in alto, e per reggere sul piano del consenso punta tutto sull’«usato sicuro» della vecchia destra arraffona e sulla «culture war»

La destra vince nelle urne vuote

La vittoria di Meloni è frutto dell’affluenza più bassa della storia, del crollo di Salvini e Berlusconi e della sconfitta dell'«agenda Draghi», come mostra anche la rimonta del M5S. L'urgenza a sinistra è rompere un quadro che sembra non cambiare mai

Il populista dei Parioli

Calenda fa una campagna anti-populista. Ma in realtà la sua retorica è antipolitica, né di destra né di sinistra, basata sull’uomo forte che risolve i problemi. Un populismo d'élite che riprende intuizioni grilline ribaltandole in salsa manageriale

Sempre più a destra

Dopo il fallimento del governo Draghi il quadro politico conosce un ulteriore smottamento: alla destra sovranista si contrappone un centro liberista

Il collo di bottiglia

Entra in vigore la riforma del precariato universitario. Ma senza finanziamenti e fondi per la ricerca ogni buona intenzione è destinata a naufragare

Referendum, un’occasione persa

Bisognerebbe riformare la giustizia. Ma per farlo ci vorrebbero battaglie garantiste centrate sulle esigenze della maggioranza delle persone e non sul regolamento di conti tra ceti politici

La Repubblica in riserva

Trent’anni di Seconda Repubblica hanno acuito la crisi in cui annega la democrazia italiana. Nella partita per il Quirinale assistiamo a una gara tra forzature autoritarie di segno diverso. La soluzione sarebbe invece nella direzione opposta

La fine del mondo allo specchio

«Don't look up» riflette il dibattito sulla scienza di questi anni. Ma la lezione più importante riguarda il capitalismo e la sua presa mortale su media e politica: è questa la vera minaccia per l’umanità. Le reazioni di questi giorni gli danno ragione

Una politica di classe

Come si ricostruisce il legame tra sinistra e classe lavoratrice? Alcune indicazioni da uno studio che viene dagli Usa: la working class non è di per sé reazionaria, ma chiede messaggi universalisti in cui identificarsi

La povertà è una colpa

Come funziona e quali interessi difende la retorica moralista che serve a cooptare nella «classe media» una parte della classe lavoratrice e mobilitarla contro tutti quelli che vengono ghettizzati in quanto parassiti

L’antifascismo e l’unità nazionale

Il pericolo neofascista esiste, proprio per questo va preso sul serio. Ma chi vi si oppone non ha alcuna possibilità di successo se non mette al centro la vita concreta delle persone in un paese impoverito dalla pandemia

Nelle terre del producerismo

Siamo andati a vedere cosa succede nelle colline del Prosecco, in provincia di Treviso. Dove la retorica localista e quella della produzione a tutti i costi ostacolano la crescita di qualche forma di organizzazione di classe