L’apprendistato giacobino, per ripensare l’altrove
Il successo della seconda edizione della scuola di Jacobin: tre giorni intensi, con 26 lezioni e 3 assemblee plenarie, 35 relatrici e relatori e oltre 200 partecipanti
Il successo della seconda edizione della scuola di Jacobin: tre giorni intensi, con 26 lezioni e 3 assemblee plenarie, 35 relatrici e relatori e oltre 200 partecipanti
Forse è davvero finita l’epoca della Resistenza come mito fondativo della nostra Repubblica. Eppure, la narrazione dell’antifascismo può ancora scommettere sulla propria capacità di affascinare e convincere
In Spagna la guerra lampo culturale della destra non prevale anche e soprattutto perché la mobilitazione del variegato fronte progressista è stata ben più forte del previsto
Berlusconi è stato prima l’industriale più potente della storia dei media italiani e poi il leader più importante della storia della destra dopo Mussolini, lanciando il modello dell’imprenditore populista
Dalle lotte di Placido Rizzotto a quelle di Peppino Impastato fino alle tante esperienze diffuse sui territori, esiste un movimento variegato che coniuga la battaglia alla criminalità organizzata con le lotte per i diritti
Il lavoro delle reti mutualistiche cresciuto in questi anni ribalta l’assunto della destra: i poveri non sono soggetti passivi, quando va bene da aiutare paternalisticamente, ma possono riprendere in mano il proprio destino
Il risultato delle primarie ha ribaltato quello delle sezioni mostrando la richiesta di svolta a sinistra. Per invertire la rotta neoliberista di quel partito occorrono però rotture e conflitti non un semplice cambio di leadership
Il neoliberismo non va neppure nominato perché non è un’ideologia che contiene opzione di politica economica tra le tante: viene presentato come la legge naturale dell’economia e della società
Liberali che in altre epoche avrebbero condiviso battaglie con la sinistra oggi riportano in Italia i talking points dell’ultradestra statunitense contro i presunti eccessi censori del progressismo. Com’è potuto accadere?
Secondo Pablo Iglesias, non c’è democrazia vera se il sistema informativo è oligopolista. Questa è la ragione dell’egemonia della destra. E anche, sostiene, del fatto che l’Italia sia diventato un paese senza sinistra
Il primo governo di estrema destra è tanto forte nei numeri quanto debole nella società, in basso come in alto, e per reggere sul piano del consenso punta tutto sull’«usato sicuro» della vecchia destra arraffona e sulla «culture war»
La vittoria di Meloni è frutto dell’affluenza più bassa della storia, del crollo di Salvini e Berlusconi e della sconfitta dell'«agenda Draghi», come mostra anche la rimonta del M5S. L'urgenza a sinistra è rompere un quadro che sembra non cambiare mai
Calenda fa una campagna anti-populista. Ma in realtà la sua retorica è antipolitica, né di destra né di sinistra, basata sull’uomo forte che risolve i problemi. Un populismo d'élite che riprende intuizioni grilline ribaltandole in salsa manageriale
Dopo il fallimento del governo Draghi il quadro politico conosce un ulteriore smottamento: alla destra sovranista si contrappone un centro liberista
Entra in vigore la riforma del precariato universitario. Ma senza finanziamenti e fondi per la ricerca ogni buona intenzione è destinata a naufragare
Bisognerebbe riformare la giustizia. Ma per farlo ci vorrebbero battaglie garantiste centrate sulle esigenze della maggioranza delle persone e non sul regolamento di conti tra ceti politici
Trent’anni di Seconda Repubblica hanno acuito la crisi in cui annega la democrazia italiana. Nella partita per il Quirinale assistiamo a una gara tra forzature autoritarie di segno diverso. La soluzione sarebbe invece nella direzione opposta
«Don't look up» riflette il dibattito sulla scienza di questi anni. Ma la lezione più importante riguarda il capitalismo e la sua presa mortale su media e politica: è questa la vera minaccia per l’umanità. Le reazioni di questi giorni gli danno ragione
Come si ricostruisce il legame tra sinistra e classe lavoratrice? Alcune indicazioni da uno studio che viene dagli Usa: la working class non è di per sé reazionaria, ma chiede messaggi universalisti in cui identificarsi
Come funziona e quali interessi difende la retorica moralista che serve a cooptare nella «classe media» una parte della classe lavoratrice e mobilitarla contro tutti quelli che vengono ghettizzati in quanto parassiti
Il pericolo neofascista esiste, proprio per questo va preso sul serio. Ma chi vi si oppone non ha alcuna possibilità di successo se non mette al centro la vita concreta delle persone in un paese impoverito dalla pandemia
Rachele, nipote del Duce, gioca sulla forza del proprio cognome e gode della visibilità che esso produce. È l'ennesimo segnale della normalizzazione del fascismo avvenuta negli anni scorsi
Dopo un anno e mezzo di pandemia riemerge il movimento contro il cambiamento climatico, con contenuti ancor più radicali in risposta all’inazione e alle promesse vuote di governi e grandi aziende
Siamo andati a vedere cosa succede nelle colline del Prosecco, in provincia di Treviso. Dove la retorica localista e quella della produzione a tutti i costi ostacolano la crescita di qualche forma di organizzazione di classe