Jacobin Italia

Lorenzo Zamponi

Ogni maledetto venerdì

Si chiama Fridays for Future: è il movimento che è nato sulla scia della protesta di Greta Thunberg. Sono giovanissimi, soprattutto donne, poco ideologizzati ma per forza di cose radicali nell’approccio. Ne abbiamo raggiunti alcuni

Pianificazione democratica

Quando i Cccp iniziarono a cantare «Voglio rifugiarmi sotto il Patto di Varsavia/ voglio un piano quinquennale/ la stabilità» era il 1984. Margaret Thatcher stava schiacciando lo sciopero dei minatori e con esso un secolo di movimento operaio, e il piano quinquennale che si stava per concludere in Unione sovietica, sarebbe stato il penultimo di

Vivere in un’Europa senza sinistra

I risultati elettorali confermano l'instabilità iniziata con la crisi del 2008, stavolta con un'offensiva di destra. A sinistra c'è il vuoto, senza riferimenti internazionali credibili. Ma non significa che non ci siano orizzonti di conflitto

Non c’è tempo per cambiamenti graduali

Oltre 500 giovani da 100 città hanno partecipato alla prima assemblea nazionale di Friday For Future. Si conferma la freschezza e la trasversalità vista in piazza il 15 marzo, con un'identità ancora più politica e radicale

Ho visto anche degli Zingaretti felici

Il nuovo segretario Pd archivia i tratti più tracotanti del renzismo senza alcuna inversione di fondo. L'idea di un ritorno allo spirito originario del centrosinistra regge in assenza di alternative, ma la realtà di oggi non è quella del 1996

Ritorno al futuro

In Italia si sciopera sempre di meno. Manca la percezione del rapporto tra le lotte e l’interesse comune. Ma le nuove forme di sfruttamento impongono strategie che riconnettano lavoratori e cittadini, produzione e vita

Precarietà

La narrazione della flessibilità e della competitività, della necessità di adattare completamente le nostre vite alle necessità del capitale globale, ormai, non regge più neanche a destra. A invertire quel trend sono stati anni di lotte.

La memoria mutilata del 4 novembre

L'anniversario della fine della Prima guerra mondiale è utilizzato da anni in chiave nazionalista e razzista. Serve riprendere narrazioni dissenzienti e non incasellabili nel mito della Vittoria