Bad Bunny, l’opposizione anticoloniale a Trump
Con la sua performance al Super Bowl, il cantante portoricano ha dato voce alla comunità latinoamericana che non tollera la politica migratoria del presidente Usa. E ha rappresentato anche la voglia di indipendenza di Portorico
Domenica sera, milioni di persone negli Stati uniti e in tutta l’America Latina si sono sintonizzate per assistere al Super Bowl Lx della National Football League (Nfl). Molti di loro erano più interessati all’attesissimo spettacolo dell’intervallo del re del pop portoricano Bad Bunny, che alla partita in sé.
Bad Bunny è il nome d’arte di Benito Martínez Ocasio, vincitore del Grammy per il miglior album la settimana scorsa. E ha offerto uno spettacolo all’altezza delle aspettative, parlando esclusivamente in spagnolo e riproponendo i grandi successi del suo album del 2025, DeBÍ TiRAR MáS FOToS [Avrei dovuto scattare più foto], con un’estetica che evoca Porto Rico e la diaspora newyorkese della working class dell’isola.
Attraverso il testo della sua canzone Lo Qué Le Pasó a Hawaii, ha usato il palco per criticare apertamente il colonialismo statunitense a Porto Rico e ha offerto un’ode ai migranti portoricani della working class con NuevaYoL. Circondato da bandiere provenienti da tutto il continente, ha poi concluso dicendo «Dio benedica l’America» gridando i nomi di tutti i paesi delle Americhe in vero stile bolivariano.
L’atto più politico è stata la performance in sé, un gesto di sfida alla xenofobia della base di Donald Trump e a un governo statunitense che disumanizza i latinoamericani ogni volta che ne ha l’occasione. Martínez Ocasio ha sfruttato l’evento sportivo statunitense per eccellenza per criticare apertamente un’amministrazione che ha ulteriormente militarizzato la colonia di Porto Rico per attaccare altre nazioni latinoamericane, continuando a negare ai portoricani il diritto di decidere del proprio futuro.
Non c’è da stupirsi che lo spettacolo dell’intervallo abbia fatto infuriare Trump, il quale sulla sua piattaforma social, Truth Social, lo ha definito «assolutamente terribile, uno dei peggiori di SEMPRE!». Il presidente degli Stati uniti, il cui nome compare in recenti mail del Dipartimento di Giustizia relative al famigerato pedofilo Jeffery Epstein, ha affermato che il ballo era «disgustoso, soprattutto per i bambini che guardano da tutti gli Stati uniti» e ha descritto l’esibizione di Bad Bunny come uno «schiaffo in faccia» al nostro paese.
Working class Hero
Oggi la voce di Bad Bunny può essere ascoltata in ogni angolo del globo, dai centri per anziani in Cina ai locali notturni in Scandinavia, ma appena dieci anni fa lavorava come addetto alle confezioni in un supermercato nella città di Vega Baja (il supermercato dove lavorava è ora diventato una meta turistica). Più o meno nello stesso periodo, ha iniziato la sua carriera musicale nel campo della trap latina, un genere che rifletteva la realtà della vita della working class per i portoricani e i latinoamericani negli Stati uniti. Alternando l’iperrealismo di storie da soldi facili attraverso lo spaccio di droga, riferimenti sessuali crudi e fantasie di grandezza, i primi testi di Martínez Ocasio erano spesso simili a quelli di molti altri artisti del genere dell’epoca, come Anuel AA, Farruko o Ñengo Flow. Ma la sua maestria nell’uso dell’ironia e dei sottili riferimenti culturali lo ha contraddistinto, evocando ricordi dell’età d’oro del reggaeton nei primi anni 2000.
L’ascesa di popolarità di Bad Bunny ha coinciso anche con uno degli eventi più importanti della recente storia portoricana, l’uragano Maria. L’uragano di categoria 5 si è abbattuto su Porto Rico il 20 settembre 2017. Ha distrutto case e infrastrutture in tutto il paese, lasciando la stragrande maggioranza della popolazione senza elettricità per le settimane e i mesi successivi. L’incompetenza della risposta federale, che ha causato la morte di almeno 4.645 persone, ha rivelato al mondo lo status coloniale di Porto Rico, anche ai molti americani che non erano a conoscenza del possesso coloniale del loro paese nei Caraibi.
Poco dopo l’uragano e la famigerata visita di Trump sull’isola, dove lanciò un rotolo di carta assorbente contro la folla, Bad Bunny si presentò a un concerto di beneficenza indossando una maglietta con la scritta: «¿Tú eres tuitero o eres presidente?» («Sei un troll di Twitter o un presidente?»). Il font richiamava le numerose magliette del reggaetonero Residente, che chiedevano l’indipendenza di Porto Rico e sostenevano le cause progressiste in America Latina qualche anno prima. Fu una mossa rischiosa per un artista in procinto di decollare. Segnò comunque l’inizio della crescente politicizzazione della carriera di Bad Bunny. Nel luglio 2018, Martínez Ocasio pubblicò il brano Estamos Bien, un inno onnipresente che faceva implicitamente riferimento all’uragano Maria. Intervenne al The Tonight Show Starring Jimmy Fallon e condannò il continuo abbandono di Porto Rico da parte del governo federale e dell’amministrazione dell’allora governatore Ricky Rosselló.
L’intellettuale organico
La performance di Bad Bunny nello show di Jimmy Fallon e la sua volontà di denunciare il colonialismo statunitense hanno segnato una svolta sia nella sua carriera che nel suo sviluppo politico. È stato un passo nella sua conversione in ciò che Antonio Gramsci ha definito l’intellettuale organico, un pensatore che emerge dalle masse per sfidare l’egemonia delle classi dominanti. Nell’estate del 2019, è scoppiato uno scandalo dopo che una serie di messaggi in chat rivelarono che Rosselló e la sua amministrazione si erano presi gioco delle vittime dell’uragano. Ciò ha portato a una serie di proteste a Porto Rico. Bad Bunny era in prima linea a chiedere le dimissioni del governatore.
Nel 2022, Martínez Ocasio ha pubblicato il brano El Apagón («Il blackout») nell’album Un Verano Sin Ti («Un’estate senza di te»). Il brano criticava la risposta degli Stati uniti all’uragano Maria, la gentrificazione in corso nell’isola e la privatizzazione della compagnia elettrica statale, che ha portato a frequenti blackout. Il brano era accompagnato da un breve documentario sugli effetti negativi della gentrificazione con la partecipazione della giornalista indipendente portoricana Bianca Graulau. Con l’uscita del suo album del 2025, DtMF, Bad Bunny ha consolidato il suo ruolo di intellettuale organico della diaspora caraibica e latinoamericana negli Stati uniti. L’album era esplicitamente politico, con molte canzoni che incorporavano temi anticoloniali.
In LA MuDANZA, ad esempio, Martínez Ocasio mostra il suo sostegno all’indipendenza con il testo Y pongan un tema mío el día que traigan a Hostos, en la caja, la bandera azul clarito («Metti una delle mie canzoni quando riporteranno Hostos, nella bara, con una bandiera azzurra»). Questo è un riferimento al leader indipendentista portoricano Eugenio María de Hostos, sepolto nella Repubblica Dominicana. Prima della sua morte, nel 1903, chiese che il suo corpo venisse restituito quando Porto Rico sarebbe stata liberata. La «bandiera azzurra» è il simbolo dell’indipendenza, la stessa che Martínez Ocasio ha usato al Super Bowl. Martínez Ocasio ha anche colto l’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla minaccia rappresentata dal trasferimento degli americani sull’isola, includendo un cortometraggio, co-diretto con il regista portoricano Arí Maniel Cruz. Il film presenta un futuro distopico in cui i portoricani sono diventati una minoranza nel loro stesso paese, sfollati dagli angloamericani. Martínez Ocasio ha anche pubblicato video su YouTube per accompagnare le canzoni dell’album, con informazioni sulla storia portoricana create da Jorell Meléndez-Badillo, storico portoricano e autore del libro acclamato dalla critica Puerto Rico: A National History.
Con la sua performance al Super Bowl, Martínez Ocasio ha consolidato il suo ruolo come una delle principali figure che si oppongono al programma di Trump sulla scena globale. Il suo sfacciato impiego del nazionalismo panamericano, in un momento in cui molti si stanno sottomettendo alla «Dottrina Donroe», è un grido di battaglia fondamentale per la resistenza. La sua popolarità, inoltre, sta dando nuova linfa al movimento indipendentista di Porto Rico e dimostra che, nonostante le difficoltà dell’attuale contesto geopolitico mondiale, potremmo assistere all’indipendenza e alla vera liberazione nel corso della nostra vita.
*Cruz Bonlarron Martínez è uno scrittore indipendente ed è stato borsista Fulbright in Colombia dal 2021 al 2022. I suoi scritti su politica, diritti umani e cultura in America Latina e sulla diaspora latinoamericana sono apparsi su diverse pubblicazioni statunitensi e internazionali. Questo articolo è uscito su JacobinMag. La traduzione è a cura della redazione.
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