Jacobin Italia

Che mangino brevetti

10 Giugno 2026

Più i big dell’agrochimica monopolizzano il controllo dei semi, più il sistema alimentare diventa fragile. L’umanità ha addomesticato migliaia di colture, ma le multinazionali hanno ridotto questo patrimonio a una manciata di specie

Oggi circa il 25% della popolazione mondiale lavora la terra e con il loro lavoro estenuante sfama il restante 75%. L’importanza degli agricoltori si riscopre ciclicamente sempre nei momenti di crisi, perché costituiscono una pietra miliare in un sistema alimentare globale fragile. Se il loro lavoro viene messo a repentaglio, le conseguenze sono tutt’altro che astratte per l’umanità.

A spingere il sistema alimentare mondiale sull’orlo del collasso oggi non è solo il peso della crisi climatica, delle guerre e dei collassi della logistica, ma anche una serie di problemi strutturali accumulati nel tempo dal regime agricolo neoliberista. Dai semi ai fertilizzanti, dai flussi di dati alla logistica, l’intera catena si è consolidata nelle mani di un nucleo di poche aziende gigantesche.

Allo stato attuale solo quattro grandi marchi (Bayer, Corteva, Syngenta e Basf) controllano circa il 60% del mercato mondiale delle sementi e dei pesticidi commerciali. Il consolidamento industriale ha raggiunto livelli senza precedenti lungo tutta la catena alimentare e i semi, che sono ancora l’innovazione agricola più importante dell’umanità, oggi sono in mano alle multinazionali. I semi sono vitali quanto il petrolio e l’acqua: chi ne ha il controllo, controlla il meccanismo della produzione agricola.

Pat Mooney è uno degli analisti più lucidi delle trasformazioni del settore avvenute negli ultimi decenni. Ha dedicato cinquant’anni allo studio dei monopoli dell’agroalimentare, della biotecnologia, dei brevetti sulle sementi e del sistema alimentare globale. Ha accettato di parlare con Jacobin delle radici della crisi attuale del sistema alimentare e sui problemi di fondo delle modalità in cui coltiviamo e distribuiamo il cibo.

Partiamo dal fatto che la crisi attuale non è emersa dall’oggi al domani, ma è il prodotto di un profondo accumulo storico. Non sembra possibile comprendere la situazione di oggi senza risalire alle origini. In che modo l’ascesa dei monopoli globali delle sementi all’interno del sistema agricolo capitalista è diventata una pressione strutturale che rimodella la sovranità nazionale?

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