Siamo tra il 1988 e il 1996, a Milano, in via Massena, vicino al centralissimo Corso Sempione. Un gruppo di ragazzi ventenni – tutti maschi – vive insieme, con le porte sempre aperte, in un appartamento a uso foresteria vicinissimo alla propria sede di lavoro. Sono tutti Dj, ma anche aspiranti attori o cantanti. D’inverno stanno a Milano, d’estate si trasferiscono in gruppo a Ibiza o all’Aquafan di Riccione. Sono una vera e propria squadra. «Non eravamo però una democrazia – ricorda oggi uno di loro, Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti – la nostra era una dittatura illuminata». In quegli anni, insieme a Jovanotti, circolano a via Massena Amadeus, Gerry Scotti, Linus, Albertino, Fiorello, Marco Baldini, Leonardo Pieraccioni, Max Pezzali e Fabio Volo. Sono i personaggi che domineranno la cultura musicale, radiofonica, televisiva, cinematografica e persino letteraria della Seconda Repubblica, tanto da occupare ancora oggi saldamente la scena.
Ballare
In quegli anni il loro dittatore illuminato – nonché padrone di casa e datore di lavoro – è un trentenne, divenuto famoso nei primi anni Ottanta grazie a una canzone che anticipa i balli di gruppo dei decenni successivi: il Gioca Jouer.
Claudio Cecchetto era uno tra i primi 5-6 disc jockey presenti nella Milano di fine anni Settanta, quando furoreggiava alla discoteca Il Divina: «Quel posto sotto la città – scrive Cecchetto nella sua autobiografia (In diretta. Il Gioca Jouer della mia vita, Baldini e Castoldi 2014) – era una parentesi nel clima di conflitto che si respirava in Italia a quei tempi, era uno spazio dove stare bene». Con lo stesso spirito lavora nelle prime radio libere commerciali, contemporanee a quelle di movimento come la famosa Radio Alice di Bologna: «Anche le nostre radio erano illegali – ricorda – ma noi non stavamo andando contro nessuno». Perseguiva il sogno di un mondo senza conflitti in cui si potesse pensare di meno dopo un periodo in cui, a suo modo di vedere, si era pensato troppo.
Cecchetto, perito tecnico, non è un intellettuale ma prima di molti altri nel nostro paese fiuta i segnali di una tendenza culturale e sociale nuova. Nel 1978 trionfa nei cinema La febbre del sabato sera con John Travolta, film che determina un cambiamento epocale: la vita sociale si sposta progressivamente dalle strade e dalle piazze – i luoghi sia di incontro che di conflitto giovanile nel decennio del lungo 68 italiano – per trasferirsi in posti privati e chiusi come le discoteche. Negli anni Ottanta perfino le vacanze si svolgono preferibilmente in spazi delimitati e lontani dalle piazze con il boom dei villaggi turistici. Contemporaneamente Silvio Berlusconi si appresta a dare vita alle reti Fininvest per far divertire le persone nel luogo privato per eccellenza: le case.

