Jacobin Italia

Colonna sonora di un paese normale

18 Marzo 2024

Da Jovanotti ad Amadeus, tutti gli artisti lanciati da Claudio Cecchetto nascono nelle Tv di Berlusconi ma sono molto apprezzati anche a sinistra. Ecco come la Seconda Repubblica ha prodotto il loro habitat culturale naturale

Siamo tra il 1988 e il 1996, a Milano, in via Massena, vicino al centralissimo Corso Sempione. Un gruppo di ragazzi ventenni – tutti maschi – vive insieme, con le porte sempre aperte, in un appartamento a uso foresteria vicinissimo alla propria sede di lavoro. Sono tutti Dj, ma anche aspiranti attori o cantanti. D’inverno stanno a Milano, d’estate si trasferiscono in gruppo a Ibiza o all’Aquafan di Riccione. Sono una vera e propria squadra. «Non eravamo però una democrazia – ricorda oggi uno di loro, Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti – la nostra era una dittatura illuminata». In quegli anni, insieme a Jovanotti, circolano a via Massena Amadeus, Gerry Scotti, Linus, Albertino, Fiorello, Marco Baldini, Leonardo Pieraccioni, Max Pezzali e Fabio Volo. Sono i personaggi che domineranno la cultura musicale, radiofonica, televisiva, cinematografica e persino letteraria della Seconda Repubblica, tanto da occupare ancora oggi saldamente la scena. 

Ballare

In quegli anni il loro dittatore illuminato – nonché padrone di casa e datore di lavoro – è un trentenne, divenuto famoso nei primi anni Ottanta grazie a una canzone che anticipa i balli di gruppo dei decenni successivi: il Gioca Jouer

Claudio Cecchetto era uno tra i primi 5-6 disc jockey presenti nella Milano di fine anni Settanta, quando furoreggiava alla discoteca Il Divina: «Quel posto sotto la città – scrive Cecchetto nella sua autobiografia (In diretta. Il Gioca Jouer della mia vita, Baldini e Castoldi 2014) – era una parentesi nel clima di conflitto che si respirava in Italia a quei tempi, era uno spazio dove stare bene». Con lo stesso spirito lavora nelle prime radio libere commerciali, contemporanee a quelle di movimento come la famosa Radio Alice di Bologna: «Anche le nostre radio erano illegali – ricorda – ma noi non stavamo andando contro nessuno». Perseguiva il sogno di un mondo senza conflitti in cui si potesse pensare di meno dopo un periodo in cui, a suo modo di vedere, si era pensato troppo.

Cecchetto, perito tecnico, non è un intellettuale ma prima di molti altri nel nostro paese fiuta i segnali di una tendenza culturale e sociale nuova. Nel 1978 trionfa nei cinema La febbre del sabato sera con John Travolta, film che determina un cambiamento epocale: la vita sociale si sposta progressivamente dalle strade e dalle piazze – i luoghi sia di incontro che di conflitto giovanile nel decennio del lungo 68 italiano – per trasferirsi in posti privati e chiusi come le discoteche. Negli anni Ottanta perfino le vacanze si svolgono preferibilmente in spazi delimitati e lontani dalle piazze con il boom dei villaggi turistici. Contemporaneamente Silvio Berlusconi si appresta a dare vita alle reti Fininvest per far divertire le persone nel luogo privato per eccellenza: le case. 

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