Quando la Grande Recessione ha iniziato a colpire, spazzando via migliaia di miliardi di dollari appartenenti alla classe media, i giovani non sono stati risparmiati. Si sono laureati entrando nel mercato del lavoro più debole dagli anni Trenta, hanno perso case che molti avevano appena comprato e hanno accumulato un mucchio di debiti studenteschi sempre crescenti senza la possibilità di saldarli a causa delle difficoltà economiche. In qualche modo, oggi le cose sono migliorate rispetto al momento più cupo della recessione, ma i giovani si trovano ancora in una condizione peggiore rispetto a quella in cui si ritrovavano decenni fa.
Questo peggioramento della condizione economica è evidente in tutta una serie di parametri. Innanzitutto, il patrimonio netto medio delle famiglie di giovani. Nel grafico, ho inserito sia il concetto di patrimonio netto utilizzato dalla Federal Reserve, sia un concetto modificato di patrimonio netto che esclude le automobili. Considerato che le automobili stanno rapidamente perdendo durabilità, molti sostengono che non dovrebbero essere conteggiate come beni per le misurazioni sulla ricchezza. Senza le automobili, il patrimonio netto della famiglia giovane mediana corrisponde a $1.250 dollari nel 2016. Un valore in discesa dal picco di $7.846 nel 1995.

Segue lo stesso grafico ma utilizzando la media invece della mediana.

Il prossimo grafico fornisce ulteriori dettagli per l’analisi dei patrimoni medi delle famiglie giovani. Esso riporta il valore dei vari beni che sono esaminati quando vengono calcolati i patrimoni medi. Un trend da tenere in considerazione è la crescita del valore delle case prima della Grande Recessione. Nel 2007, la famiglia giovane media possedeva una ricchezza corrispondente alla prima casa di $113.079. Nel 2016, questo numero è crollato a $69.076.

Il prossimo grafico fornisce ancora altri dettagli per l’analisi del patrimonio medio delle famiglie giovani. Differisce dal precedente perchè mostra le cause principali di debito piuttosto che quelle della spesa per i beni. Ancora una volta, il trend più rilevante è il sostanziale accrescimento del debito per la casa durante la bolla immobiliare e il conseguente declino successivo allo scoppio della stessa.

Un altro trend degno di nota è il debito studentesco. Questo si può vedere meglio nel grafico sottostante, il quale mostra come i livelli di debito siano cambiati in termini percentuali dal 1989. In questo lasso di tempo, il debito studentesco è aumentato del 702%. La categoria di debito con un accrescimento più vicino è quella per l’automobile, aumentata però solo del 40,7%.

I livelli crescenti di debito studentesco riflettono, in parte, il fatto che più che in ogni altro periodo i ragazzi si iscrivono al college. Questo tasso di iscrizione in continua crescita è promosso dalla teoria per cui spingere le persone a frequentare il college aumenterebbe “il capitale umano”, che poi innalzerebbe gli stipendi. Ma il reddito delle famiglie di giovani non è salito. Sia lo stipendio medio che mediano delle famiglie di giovani ha raggiunto il suo picco nel 2001.

I più giovani hanno stipendi più bassi, debiti più alti, e praticamente nessuna ricchezza di cui parlare. La loro istruzione non è stata ripagata e hanno speso l’intera vita lavorativa in un’economia che opera al di sotto della piena occupazione. È davvero sorprendente che abbiano simpatia per il “socialismo”?
Matt Bruenig è il fondatore di People’s Policy Project. Questo articolo è uscito su Jacobinmag. La traduzione è di Matteo Boccacci.

