Jacobin Italia

I looser del socialismo

23 Marzo 2022

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Avevate mai notato che il Drugo ne «Il Grande Lebowski» rievoca i suoi trascorsi nei movimenti degli anni Sessanta? Non è l’unico caso in cui i fratelli Coen infilano nei loro film le vite dei naufraghi della storia della sinistra statunitense

Pochi registi hanno fatto riferimento alla storia del socialismo statunitense nei loro film in modo così esplicito come Joel ed Ethan Coen. In un film dei fratelli Coen capita di trovare riferimenti di passaggio alla componente trotskista degli shachtmaniti, come in A proposito di Davis, o una menzione casuale, come ne Il grande Lebowski, di un personaggio che afferma di essere stato uno degli autori del manifesto degli Students for a demoratic society – o, come chiarisce il Drugo, della «dichiarazione di Port Huron originale. Non la seconda bozza compromessa».

I Coen fanno film sul fallimento americano: crimini falliti; carriere incerte; governo, polizia e sistema giudiziario irrimediabilmente incompetenti; relazioni familiari disastrose; e vite amorose che implodono. Il fallimento della capacità dei socialisti e comunisti statunitensi di incunearsi in modo duraturo in una nazione tincerata nel conservatorismo, è un fenomeno che li attira come una calamita: dopotutto siamo l’unico paese nel mondo occidentale dove un partito di lavoratori non ha mai preso piede.

I due film dei fratelli Coen che si concentrano in modo più esplicito su questo particolare fallimento sono Barton Fink (1991), ambientato poco prima dell’ingresso degli Stati uniti nella Seconda guerra mondiale, e Ave, Cesare! (2016), ambientato agli inizi degli anni Cinquanta, al culmine del maccartismo. In questi film, i Coen ci mostrano l’impasse che blocca lo sforzo politico razionale. Entrambi i film usano inoltre la stessa immagine simbolica: scogli giganti che resistono al martellamento delle onde dell’oceano.

Barton Fink (John Turturro), un drammaturgo di New York chiaramente modellato sul socialista Clifford Odets, è convinto che la sua nuova commedia di successo Bare Ruined Choirs preannunci l’inizio di qualcosa di estremamente importante, «un nuovo teatro vivente – di, su e per l’uomo comune!». Questa retorica non era insolita durante il periodo del Fronte popolare. Eppure Fink, proprio come Odets quando si trovò al brindisi di Broadway, non può resistere all’offerta della Capitol Pictures a Hollywood «per riscattare tutto con un po’ di soldi – colpirli con un sacco di soldi».

La prima immagine del suo soggiorno da incubo in California è una spiaggia assolata ma desolata, dove un’onda si schianta contro un masso enorme, simbolicamente inamovibile. È la manifestazione visiva di un caso epico di blocco dello scrittore che si verifica subito dopo l’arrivo di Fink a Hollywood. Si scopre che Fink è incapace di scrivere una sceneggiatura che sia all’altezza del suo ideale di «teatro per le masse», soddisfacendo al tempo stesso uno studio di Hollywood che cerca di distribuire in serie nell’intero paese e ciò «che pensa Barton Fink» sul mondo intero.

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