Jacobin Italia

Il confine dell’apartheid

3 Dicembre 2025

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La simbiosi tra frontiera geografica e ideologica è tipica del colonialismo di insediamento. Ed è rintracciabile nell’impalcatura istituzionale e legislativa dello Stato di Israele

Ogni confine segna una separazione che non è mai solo geografica: la sua impermeabilità definisce la frontiera tra l’accolto e l’escluso, tra chi può dirsi parte di una determinata comunità e l’indesiderato. Nel caso dei colonialismi d’insediamento il confine geografico si eleva a frontiera ideologica di supremazia e negazione dell’Altro in quanto parte di un gruppo sociale, etnico, religioso considerato una minaccia all’esistenza stessa della comunità. 

In tal senso la storia della Palestina è paradigmatica. Se il sionismo in quanto progetto di colonialismo d’insediamento presenta tratti comuni a eventi storici precedenti, fin dalle sue origini si è caratterizzato per elementi peculiari, se non unici. 

Conquista della terra, espulsione della popolazione nativa, sostituzione con la popolazione desiderata e presenza di una metropoli imperiale: nel sionismo sono rintracciabili tutte le caratteristiche essenziali di un colonialismo d’insediamento. A ciò si sono affiancati fattori unici che fanno del sionismo un caso a parte: l’appartenenza religiosa come collante della nazione desiderata; le persecuzioni strutturali e millenarie subite dalle comunità ebraiche in Europa, fino all’apice più osceno, l’Olocausto; e – dai primi decenni del Novecento fino agli anni Settanta – l’ispirazione socialista. Un socialismo peculiare, che fin dalle origini tradisce e calpesta la sua aspirazione universalista per farsi confine nazionalista, frontiera suprematista. 

Ideologia e metropoli

È consuetudine far risalire le origini del sionismo alla teorizzazione di Theodor Herzl. Il giornalista e scrittore ebreo austriaco del secondo Ottocento, in realtà, opera all’interno di un movimento crescente di pensiero e intercetta con successo una spinta nazionalista figlia sia del movimento colonialista europeo dell’epoca sia delle strutturali persecuzioni contro le comunità ebraiche.

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