Jacobin Italia

Il viaggio delle parole

23 Marzo 2022

Alcune espressioni hanno il potere di realizzare un atto attraverso la loro enunciazione. Ma possono essere spostate dal loro contesto, e trasformarsi: da insulto a moto di autodeterminazione. Come è accaduto a queer

Le parole sono come persone che viaggiano. Non turist* ma persone che fanno viaggi lunghi, che migrano, per curiosità o necessità. Non viaggi di persone singole ma di gruppo, a volte organizzato a volte meno, altre ancora viaggi di comunità che si riconoscono come tali. Sono persone che a volte rimangono uguali a quando sono partite altre diventano parte integrante del posto in cui si sono trasferite e non si ricorda più da dove vengano.

La sociolinguistica è la disciplina che spiega questi fenomeni ricordandoci prima di tutto che il linguaggio non è statico e immutabile ma dinamico e soggetto a cambiamenti (e allo stesso tempo soggetto che porta cambiamento). Questo non significa che sia arbitrario e che ognun* possa imporre i cambiamenti che vuole e quando vuole.

Basil Bernstein, ad esempio, descrive il linguaggio come un insieme di regole a cui tutti i codici sociolinguistici devono sottostare. Quali di questi codici vengono effettivamente realizzati, ovvero quali parole si usano, dipende a sua volta dai fattori culturali che agiscono attraverso i diversi rapporti sociali che si sviluppano in contesti specifici. E allo stesso tempo rappresentano una gerarchia di relazioni tra chi parla. La forma linguistica è insomma una conseguenza della forma sociale, e viceversa. Lo stesso Bernstein infatti ammette che la forma linguistica possa modificare quella sociale in cui si è creata mettendo in atto un processo attraverso cui si acquista una specifica identità culturale e, aggiungo io, di genere. 

Il linguaggio  forma identità individuali e collettive attraverso la narrazione pubblica della nostra vita, nel modo in cui la racconta o non la racconta, con le parole che si usano per definire le persone (compresi gli insulti), col genere grammaticale che viene utilizzato.

La performatività del linguaggio

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