La mossa è passata in sordina. Apparentemente innocua, non ha destato particolari stupori: nel suo celebrare, come ogni anno, l’8 marzo con un Doodle dedicato, quest’anno Google ha «omesso» di accompagnare il pubblico a contenuti dedicati alla giornata internazionale dei diritti delle donne per dirottarlo, nel nostro come in tutti i paesi europei e molti extraeuropei (anche se in Uzbekistan e Kazakistan è invece apparso un girasole per la festa della mamma) verso contenuti dedicati alle «Donne nelle discipline Stem» a cominciare dall’Enciclopedia libera. Un messaggio nuovo? Qualche dubbio – in tempi di golfi che cambiano nome sulle mappe e di sparizioni di festività legate alle diversità dai calendari telematici – effettivamente viene.
Ma ricostruiamo la vicenda con ordine: come ogni anno dal 1998 (anno in cui, con il primo Doodle dedicato al Burning Man Festival in Nevada, i fondatori Larry Page and Sergey Brin annunciarono che sarebbero stati «out of office»), anche quest’anno Google dedica a giorni di particolari ricorrenze dei Doodle (disegni intorno al logo Google del motore di ricerca, che se cliccati inviano a una serie di contenuti in rete). E, come ogni 8 marzo, ha dedicato un Doodle alla giornata internazionale della donna (ne pubblichiamo alcuni in calce a questo articolo). Peccato che, dal punto di vista visivo, nulla avrebbe fatto pensare a questa ricorrenza nel disegno di quest’anno: il Doodle mostrava infatti un atomo, una doppia elica di Dna, una provetta, un teschio fossile e un’astronauta. Eravamo abituate a ben altro per questa giornata dal team artistico e multiprofessionale dell’azienda dedicato a questo: a donne di diverse generazioni che si abbracciano (Doodle 2024), a donne nei ruoli più disparati – come leader, professioniste, militanti e madri – che si confrontano (Doodle 2023), a donne di diverse provenienze e culture nella loro quotidianità (Doodle 2022), per non proseguire oltre.
La prima anomalia, quest’anno, sta proprio qui: nella scomparsa delle donne dal punto di vista visivo. Una giornata della donna senza donne. La seconda, nel rimando alla pagina esplicativa che si apriva cliccando sul Doodle: non – come ci si saremmo aspettate – una pagina dedicata alla giornata di lotta o – quantomeno – ai movimenti delle donne o alle loro conquiste, bensì a una (più innocua?) pagina sul ruolo delle donne nella scienza. E questo effettivamente è stato il senso della mossa della società di Mountain View, come emerge nella pagina esplicativa del doodle: celebrare le donne nelle Stem.
Che non ci si fraintenda: quella della sotto-rappresentazione delle donne nelle occupazioni e professioni scientifiche è una battaglia sacrosanta a cui non ci sottraiamo, al contrario – tanto che tra chi scrive vi è anche chi ha dedicato anni di studi a questo tema specifico. Come è peraltro molto chiaro il ruolo assolutamente fondamentale che nel percorso di emancipazione delle donne l’istruzione scientifica e l’educazione in generale ricoprono. La questione è talmente importante da avere giustamente una sua giornata dedicata, l’11 Febbraio, Giornata delle donne e delle ragazze nelle materie Stem. Perché dunque scambiare l’8 Marzo con l’11 Febbraio? Perché eliminare – da una giornata che nasce come giornata di lotta dei femminismi – l’idea della battaglia e del percorso che le donne, costituendosi come soggetto politico collettivo, hanno portato avanti nel tempo? Perché eliminare le donne tout court, sostituendole con un piccolo pezzo di Dna che certo poco incuriosiva e difficilmente sollecitava a cliccare per approfondire?
Il sospetto è che privilegiare la questione donne e scienza a scapito di altre – dai diritti riproduttivi alla violenza contro le donne, per citare alcuni esempi – risponda a un tentativo (ci auguriamo involontario) di spostare l’attenzione su aspetti più «condivisi» (e quindi forse meno sovversivi) della lotta delle donne. Anche la stessa questione delle donne nelle Stem avrebbe potuto benissimo essere mostrata in tutta la sua portata politica, poiché la questione di per sé è già politica. Se il (sicuramente autorevolissimo) team che lavora alla grafica per il colosso Google avesse voluto, lo avrebbe sicuramente potuto fare. I Doodle vengono pensati e creati con mesi di gestazione e da interi team di lavoro, come l’azienda specifica.
Invece si è scelto un anonimo Dna, che di per sé non esprime lotta, né tantomeno un «noi» politico che quella lotta da secoli sta portando avanti. La prima pagina cui rimanda, «Donne nelle discipline Stem» è una pagina che spiega il ruolo di stereotipi e bias nell’associazione tra donne e scienza o nel reclutamento discriminatorio. Non vi è traccia di lotte o costruzione di un soggetto politico: si tratta, se vogliamo, di una operazione tipica della strategia di un «corporate feminism» che enfatizza modelli di successo individuale invece che il cambiamento collettivo. In termini semiotici, peraltro, se un’icona è un segno che somiglia al suo referente, allora non si vede come il Dna possa avere legami visivi diretti con la lotta delle donne. Inoltre, funziona come un «significante fluttuante», un simbolo aperto che può essere riempito di qualsiasi significato, contribuendo allo svuotamento della memoria storica dell’8 marzo. Laddove invece la storia di questa data, è bene ricordarlo, è quella di una giornata che impegna – motivo per cui è «Giornata» e non «Festa», come talvolta si crede. Una giornata che nasce, secondo la vulgata, da un incendio di una fabbrica, ma secondo, una storiografia più attenta, è il risultato della volontà delle donne delle internazionali socialiste degli inizi del XX secolo di istituire un momento di rivendicazione e presa di coscienza sui diritti delle donne, a cominciare dalle prime lotte delle donne di San Pietroburgo per il pane, il 23 febbraio 1917 del calendario giuliano russo (ovvero l’8 marzo del calendario gregoriano). Non proprio il primo pensiero che viene in mente guardando spirali di deossiribosio e basi azotate.
Insomma, in occasione dell’8 Marzo, anche l’autorevolissimo team di Google sembra essere scivolato su una buccia di banana. Innanzitutto, l’aver sovrapposto e confuso i successi (individuali) delle donne in materie Stem con i diritti delle donne e il loro riconoscimento collettivo non solo denota scarsa conoscenza delle giornate ufficiali esistenti, ma sembra confermare una scarsa attenzione e sensibilità verso i temi specifici dell’8 Marzo. Inoltre, non possiamo non collegare questo problema a uno degli ordini esecutivi firmati da Trump a Gennaio 2025 che chiude tutti i programmi dedicati alla diversità, equità e inclusione (Dei) a livello federale. Immediatamente seguito anche dalle grandi compagnie tecnologiche (Meta e Amazon in testa) che hanno ammainato la bandiera dell’inclusione digitale. Il Doodle per l’8 Marzo 2025 rappresenta un secondo episodio, forse meno eclatante, di imperialismo verbale di stampo digitale dopo quello che ha visto Google rinominare il Golfo del Messico aggiungendo Golfo d’America – in tutti i paesi, ma con l’attenzione un po’ ruffiana di lasciare solo «Messico» per chi si collega dal Messico e «America» per chi si collega dagli Stati uniti.
Se Shakespeare faceva dire a Giuletta «Cosa c’è in un nome?», noi oggi ci chiediamo cosa ci sia dietro un Doodle, ricordando che la tecnologia non è mai neutrale, ha sempre una forte connotazione politica ed è dotata della capacità performativa di offrire una certa visione del mondo.
*Camilla Gaiaschi è ricercatrice presso l’Università del Salento. Ha svolto una Marie Curie Individual Fellowship presso l’Università di Losanna con il progetto Wired – Women In Research and higher EDucation. Dal 2022 in libreria con Doppio Standard. Donne e carriere scientifiche nell’Italia contemporanea, edito da Carocci. Rossella Ghigi è professoressa associata in Sociologia presso l’Università di Bologna. Tra le sue ultime pubblicazioni: Insegnare genere e sessualità, con S. Demozzi (Mondadori, 2024); Body and gender, con R. Sassatelli (Polity, 2024); Fare la differenza. Educazione di genere dall’infanzia all’età adulta (Il Mulino, 2023). Laura Sartori è professoressa ordinaria di Sociologia presso l’Università di Bologna. Tra le ultime pubblicazioni: con G. Aiello4 (2024), Algoritmi e consumi: tra infrastrutture e visualità. In (a cura di) R. Sassatelli, Teoria sociale e consumi (Il Mulino); con G. Bocca (2022). Minding the gap(s): public perceptions of AI and socio-technical imaginaries, in AI&Society.
Doodle Google per l’8 marzo 2025. Con il nostro Doodle, onoriamo le donne visionarie nei campi STEM.
Doodle Google per l’8 marzo 2024. “Questo Doodle per la Giornata Internazionale della Donna mette in evidenza un gruppo di donne che condividono saggezza tra generazioni all’interno di una trapunta ricamata con simboli dei progressi compiuti nel corso degli anni.”
Doodle Google per l’8 marzo 2023. “Il Doodle di oggi onora la Giornata Internazionale della Donna 2023 celebrando i tanti modi in cui le donne si sostengono a vicenda.”
Doodle Google per l’8 marzo 2022. “Il Doodle annuale di oggi per la Giornata Internazionale della Donna è una presentazione animata che ci porta in giro per il mondo, offrendo uno sguardo sulla vita quotidiana delle donne di diverse culture.”
Doodle Google per l’8 marzo 2021. “Il Doodle annuale di oggi per la Giornata Internazionale della Donna ripercorre una serie di primati nella storia delle donne, mettendo in luce pioniere che hanno sfidato lo status quo e spianato la strada nell’istruzione, nei diritti civili, nella scienza, nell’arte e in molti altri ambiti.”
Doodle Google per l’8 marzo 2020. “Il Doodle annuale di oggi per la Giornata Internazionale della Donna celebra le donne che si uniscono in tutto il mondo – e attraverso le generazioni – con un video animato speciale.”
Doodle Google per l’8 marzo 2019. “Il Doodle interattivo di oggi, in formato slideshow, è raccontato e realizzato da donne. Attraverso di esso, presentiamo citazioni ispiratrici in diverse lingue di tredici pioniere internazionali, del passato e del presente.”
Doodle Google per l’8 marzo 2018. “Chi conosce i Doodle sa che celebriamo spesso donne straordinarie nella storia, come inventrici, scienziate, scrittrici, artiste, attiviste, filantrope e molte altre. Oggi vogliamo cogliere l’occasione per celebrare le storie e le voci di un altro gruppo di donne straordinarie: le donne comuni che vivono in tutto il mondo. Per il Doodle interattivo globale di oggi, abbiamo coinvolto 12 artiste di diverse origini affinché condividessero le loro storie personali attraverso una serie di narrazioni visive.”
Doodle Google per l’8 marzo 2017. “In questa Giornata Internazionale della Donna, abbiamo scelto di guardare al passato per celebrare alcune delle pioniere che hanno spianato la strada fino a dove siamo oggi.”
Doodle Google per l’8 marzo 2016. “Nel corso degli anni, i Doodle hanno commemorato i successi delle donne nella scienza, nei diritti civili, nel giornalismo, nello sport, nelle arti, nella tecnologia e oltre. È sempre un onore rendere omaggio a donne che hanno cambiato il corso della storia, spesso affrontando ostacoli apparentemente insormontabili.”
Doodle Google per l’8 marzo 2015. “Il nostro Doodle celebra i tanti modi in cui scienziate, ingegnere, atlete, mediche, artiste, esploratrici e molte altre donne stanno cambiando il mondo.”

