«Mancanza di rispetto delle regole condivise a livello internazionale ed evoluzione delle armi hanno aggravato la condizione dei civili coinvolti in conflitti armati». Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni unite per la Palestina occupata, gira il mondo mentre in Italia è bersagliata da pregiudizi, calunnie e delegittimazione, e nella difficoltà colossale di essere colpita da sanzioni personali contro di lei dagli Stati uniti d’America. La sua missione, mentre il genocidio nella Striscia di Gaza è infuriato, è stata quella di chiedere il rispetto del Diritto internazionale, «che oggi è più rilevante che mai».
Mai come oggi dalla fine della Seconda guerra mondiale le regole condivise, il diritto internazionale, in area di conflitto armato ma non solo, sembrano totalmente ignorate. Perché?
Credo che ci sia ormai questa tendenza da molti anni, nonostante lo sviluppo del Diritto internazionale stesso a mezzo di trattati e di giurisprudenza oltre che di pronunce dei tribunali internazionali. Conseguentemente si è aggravata la situazione per i civili in caso di conflitto armato a causa della mancanza di rispetto delle regole e dell’evoluzione delle armi.
Negli ultimi vent’anni è prevalsa l’usanza di non rispettare il Diritto internazionale umanitario, basta pensare agli attacchi contro l’Afghanistan e contro l’Iraq, o alla stessa struttura detentiva americana di Guantanamo e a come in quel luogo sono stati trattati presunti prigionieri di guerra: sono tutti affronti e colpi al cuore al Diritto internazionale. Tutto questo è stato tollerato. Quanto l’invasione dell’Iraq o l’attacco all’Afghanistan fossero al di là di ciò che è tutelato dal Diritto internazionale è una discussione che, purtroppo, si è tenuta tra gli esperti, non è mai stata davvero di dominio pubblico.
Le guerre hanno cambiato tipologia: dalla fine della Guerra fredda in poi non c’è stata una situazione mondiale di assenza di conflitti, anzi. Ma la cosa che è cambiata, e si è visto a Gaza in modo feroce, è l’uso della tecnologia militare, l’uso delle armi, ossia quelle convenzionali si sono evolute e si fa sempre più ricorso ad armi non convenzionali.

