Jacobin Italia

La trappola della proprietà

6 Giugno 2019

-

Dal 2007 a oggi circa 25 milioni di statunitensi hanno provato sulla loro pelle il lato oscuro del sogno americano: perdere all’improvviso la casa che avevano acquistato

Quando negli Stati uniti scoppia una crisi, normalmente abbiamo la decenza di tenere la contabilità. Sappiamo quanta gente è morta nel naufragio del Titanic o nel crollo delle Torri Gemelle. Sappiamo quante proprietà sono andate distrutte nei recenti incendi della California. Ma, incredibilmente, non abbiamo un’idea precisa del numero di americani che hanno perso la propria casa nella crisi dei pignoramenti, seguita all’implosione del sistema finanziario e alla successiva Grande Recessione. Semplicemente, il governo non ha fatto il conto dei danni, il che dice tutto su quanto contino le vittime agli occhi di chi comanda.

Le migliori stime, tutte da fonti private, ci dicono parecchie cose. L’analista di settore CoreLogic, in un report datato marzo 2017, ha stimato 7,78 milioni di pignoramenti tra il 2007 e il 2016, un numero che non include le vendite allo scoperto [operazione finanziaria tramite cui agenzie vendono pacchetti azionari di proprietà immobiliari che hanno in prestito e non in proprietà, ndr] o gli atti di pignoramento, transazioni che hanno come risultato la perdita familiare del bene. La National Association of Realtors include anche le vendite allo scoperto, e inizia il conto dal picco effettivo della bolla abitativa nel 2006, scoprendo che da allora al 2014 hanno perso la casa 9,3 milioni di persone. Se queste aggiungiamo le insolvenze continuate – che arrivano sino a tempi recenti, come il primo trimestre del 2018, in cui il 45% di tutti i prestiti in pignoramento avevano origine negli anni del picco della bolla abitativa – è ragionevole arrivare ai 10 milioni.

Si parla di un numero che oscilla tra 20 e 25 milioni di persone sfrattate dalle case che avevano comprato, la più grande e importante transazione finanziaria della loro vita ridotta in macerie. Era stato venduto loro un sogno, una fantasia tramandata di generazione in generazione, fatta di staccionate e di Chevrolet sul vialetto. Non sapevano chi stava lucrando dall’altra parte del loro mutuo: un’orgia di finanziatori rapaci, desiderosi di soddisfare le richieste delle grandi banche di più mutui da convertire in titoli. Man mano che i mutuatari hanno vacillato sotto il peso di mutui troppo ingenti che non potevano permettersi, e sono stati spinti verso il pignoramento anziché verso una ricontrattazione del mutuo, hanno sperimentato il lato oscuro del sogno americano.

Oggi continuiamo a convivere con queste laceranti conseguenze sociali, che ci interrogano se non sia il caso di estinguere questo sogno una volta per tutte. Forse dovremmo smettere di pensare che comprare una casa sia l’obiettivo della vita? O forse le politiche federali dovrebbero rendere la compravendita della casa accessibile ai giovani che soffrono per i prezzi alle stelle delle case e per i debiti studenteschi? I rischi derivanti dalla proprietà della casa non eccedono forse i benefici che ne derivano? E c’è un modo di democratizzare questi benefici così che tutti possano goderne?

La trappola dei pagamenti supplementari

Abbonati a Jacobin Italia per continuare a leggere