Jacobin Italia

Le oasi nel deserto del sapere

6 Dicembre 2023

Le scuole di eccellenza proliferano perché sono l’altra faccia della distruzione della formazione pubblica: si finanziano pochi, privilegiati centri di ricerca e si lasciano indietro le grandi strutture per le masse

«Un deserto con un gruppo di alte palme è pur sempre un deserto: anzi è proprio del deserto avere delle piccole oasi con gruppi di alte palme» 
Antonio Gramsci, Quaderni del carcere

Erano i primi anni Trenta del Novecento e Antonio Gramsci, in una pagina dedicata alle politiche culturali dei governi, non esitava a definire «repressive» le scelte volte a premiare le «cime intellettuali» di un paese. L’alternativa da lui immaginata era un «sistema di governo espansivo», che «facilita e promuove lo sviluppo dal basso in alto» e che, prima di dedicarsi alle oasi, si prende cura del deserto. Attuale perfino nella scelta della metafora, il paragrafo di Gramsci smaschera chi si ostina a raccontare il merito come un ascensore sociale.

Le «Scuole di eccellenza»

In ambito universitario è noto – ma forse mai abbastanza – che il grave sotto-finanziamento dell’ultimo quindicennio ha causato la progressiva erosione del diritto allo studio. Di fronte a borse mai erogate e a posti letto mancanti, gli studenti-lavoratori sono aumentati, la percentuale di laureati è la più bassa in Europa e il personale docente strutturato non è sufficiente. In questo contesto di desertificazione, guardare alle «oasi» può fornire una lente utile per comprendere e discutere di come il merito e la competizione siano principi regolatori della nostra società, prima ancora che del nostro sistema di istruzione. 

Di fronte a una generale contrazione dei fondi destinati all’università italiana, infatti, ci sono realtà che si stanno espandendo: rientrano tra queste le cosiddette scuole di eccellenza. Il sintagma viene registrato come neologismo dalla Treccani nel 2008, un anno particolarmente significativo in materia di riforme universitarie. Per scuole di eccellenza si intendono gli istituti di alta formazione e ricerca che offrono ai propri studenti un percorso parallelo a quello universitario e, a seconda dei casi, una copertura parziale o totale delle spese. L’accesso a queste scuole è possibile solo per concorso pubblico e la permanenza è legata al raggiungimento di determinati risultati.

Abbonati a Jacobin Italia per continuare a leggere