Jacobin Italia

L’estrema destra al tempo della governance

7 Dicembre 2022

Meloni è arrivata al potere perché è stata abile a dimostrare di poter fare gli interessi delle élite presentandosi al tempo stesso come paladina (ed espressione) del popolo

Storici, politologi, filosofi, si sono avvicendati negli ultimi anni per richiamare l’attenzione sui pericoli di un’ultradestra, una far right, sempre più oltranzista e aggressiva, ma anche sempre più normalizzata e ammessa nello spazio pubblico. Prima si parlava di «rigurgito», riflusso, ricomparsa di vecchi fantasmi. Adesso è chiaro che questa destra ha preso il posto dei partiti conservatori occupando in alcuni casi il centro che viene fagocitato. Se è difficile prevedere le conseguenze di tutto ciò, è invece possibile, e necessario, esaminare ampiezza e dimensioni di una forza politica che è riuscita a spacciarsi per nuova, aggirando comodamente censure e riprovazioni di un tempo.

Il postfascismo

Con l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati uniti è stata suggellata l’ascesa al potere della destra sovranista e xenofoba in tutto il mondo. Se si guarda alla storia, si deve risalire agli anni Trenta per trovare un fenomeno analogo. Questo non può non risvegliare i fantasmi del fascismo che vengono infatti richiamati in molti dibattiti. Ma che cosa vuol dire «fascismo»? Ed è corretto applicare questa etichetta anche oggi?

Giustamente lo storico Enzo Traverso, nel libro edito da Verso nel 2019, ha parlato di «nuovi volti» del fascismo, che non si ripresenta sotto le sembianze di Mussolini, Hitler o Franco, né ricorre a quella forma di terrore totalitario. In tal senso per chiarezza Traverso distingue tra «neofascismo», il tentativo di perpetuare il vecchio fascismo con un richiamo esplicito, come fanno gruppi quali Alba Dorata in Grecia o Forza Nuova in Italia, e «postfascismo», termine che si adatta invece al fenomeno contemporaneo più ampio. Il suffisso post- indica la continuità e la trasformazione. Si tratta, dunque, di una galassia di gruppi, partiti, movimenti che provengono dal background fascista, ma che non rivendicano questa origine apertamente e, spesso per scelta opportunistica, non esibiscono la continuità ideologica. Qui si pone il problema della metamorfosi, cioè delle affinità e delle differenze. E indubbiamente le differenze esistono – ma un paragone con il passato sembra inevitabile. Così si può dire che il concetto di fascismo sia allo stesso tempo inappropriato e indispensabile per comprendere il fenomeno attuale. Non sappiamo, infatti, quali saranno gli sviluppi di questa nuova destra. Perciò si può prendere «postfascismo» come un termine provvisorio in attesa che questo fenomeno assuma contorni più precisi.

La sospensione tecnica della politica

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