Andreas Malm è un attivista e saggista svedese, professore associato di ecologia umana all’Università di Lund. Autore, tra l’altro, di Come far saltare un oleodotto (Ponte alle Grazie, 2022), i suoi lavori sono divenuti famosi per la capacità di mettere in luce con rigore scientifico e postura militante il rapporto tra capitalismo fossile, crisi climatica, fascismo e colonialismo.
Nel 2025 è uscito La distruzione della Palestina è la distruzione della Terra (Ponte alle Grazie). Proprio su questo ultimo lavoro, che ricostruisce la traiettoria storica del rapporto tra ecocidio e oppressione della Palestina, lo abbiamo intervistato. Dal libro – e dal caso palestinese – emerge infatti come la questione dell’Occidente, al centro di questo numero, sia profondamente legata all’imposizione coloniale del capitalismo fossile.
Il tuo libro solleva un punto interessante e poco conosciuto che riguarda la storica connessione tra il capitale fossile e l’impresa coloniale che ha portato alla nascita del sionismo e all’oppressione sistematica della Palestina. Puoi chiarirci meglio questa connessione?
Per prima cosa, credo di dover sottolineare che mi sarebbe piaciuto fare una ricerca storica approfondita su questo tema, ma quella che c’è nel libro è ancora una ricerca piuttosto superficiale. Soprattutto, non ho cercato nelle fonti in arabo quello che è successo intorno al 1840, che è il momento su cui mi concentro nel libro.
E quel momento è interessante per me a causa di un paio di cose che coincidono. I battelli a vapore sono stati cruciali nell’espansione e diffusione delle tecnologie dei combustibili fossili in tutto il mondo. Queste tecnologie permisero all’Impero Britannico di estendere il suo dominio sul mondo facendone un ampio uso sia in ambito civile che in quello militare. La prima guerra in cui l’Impero britannico utilizzò effettivamente le navi a vapore fu quella che si svolse in Medio Oriente nel 1840, tra l’Impero britannico e il proto-impero arabo di Muḥammad ʿAli [Con la Convenzione di Londra, firmata il 15 luglio 1840, le Grandi Potenze offrirono a Muhammad ‘Ali e ai suoi eredi il controllo permanente su Egitto, Sudan e dell’Eyalet di Acri, a condizione che questi territori fossero rimasti nominalmente parte dell’Impero ottomano, Ndr]. La battaglia principale si svolse in una città palestinese, la città di Acri, che fu completamente polverizzata e distrutta in un bombardamento da parte di questi battelli a vapore, e che portò al massacro di migliaia di soldati e civili.

