La prima settimana di maggio una delegazione di organizzazioni sindacali di base e della sinistra radicale europea, proveniente da dieci paesi, ha visitato Lviv e incontrato esperienze sociali e politiche della sinistra ucraina. Della delegazione faceva parte Stefanie Prezioso – deputata al Consiglio nazionale svizzero per Ensemble à gauche-Genève – che ha intervistato per Jacobin Italia Zakhar Popovych e Vitaliy Dudin (con la presenza anche di Denis Pilash) dell’organizzazione Sotsialnyi Ruch (Movimento sociale) e redattori della rivista Commons che in questi mesi è diventata molto importante per la comprensione delle dinamiche politiche e sociali ucraine e nell’est europeo.
Dopo questi mesi di guerra come sta cambiando la società ucraina e che ruolo stanno giocando i movimenti sociali di base? Qual è la partecipazione della società ucraina nel suo insieme alla resistenza civile?
Vitalyi Dudin (VD): Innanzitutto dobbiamo riconoscere che tutta la popolazione si è mobilitata per proteggere il paese e assicurarsi i bisogni primari in questo terribile momento. La società ucraina è colpita duramente sia dall’attuale guerra imperialista russa sia dalla più generale crisi del sistema neoliberista, che già da tempo ha introdotto nel paese politiche di austerità causando forti problemi nel settore dei servizi pubblici e sanitari. Era già difficile prima vivere in Ucraina, ora è anche peggio. Nonostante questo la maggior parte della popolazione è pronta a difendere il proprio paese e le persone fanno tutto quanto è loro possibile per aiutarsi a vicenda e poter resistere il più possibile.
Nelle attività di mutuo aiuto, in cui siamo impegnati come Sotsialnyi Ruch, vogliamo in primo luogo rappresentare la voce delle lavoratrici e dei lavoratori. In questa situazione dobbiamo ammettere che la sinistra e i sindacati non hanno una forte influenza politica nel discorso dominante e anche per questo è difficile mantenere un equilibrio nel prendere le decisioni.
Da quando è cominciata la guerra è stato più facile per governo e parlamento applicare misure impopolari. Per fare un esempio: è da anni che i nostri politici cercano di promuovere la deregolamentazione dei rapporti di lavoro, in tempi di pace non ci erano riusciti mentre ora hanno potuto approvarla, anche se su base «temporanea». E questo possono farlo anche perché non c’è una voce di opposizione che rappresenti la classe operaia in parlamento.
