Negli abissi di YouTube si nascondono un paio di spot televisivi sgranati degli anni Settanta che raccontano la storia degli sforzi del movimento operaio per rimanere culturalmente rilevante agli albori della controffensiva padronale. Nel primo un gruppo multietnico di lavoratrici dell’International Ladies’ Garment Workers’ Union (Ilgwu) intona una melodia che sembra riecheggiare da generazioni di operaie passate: «Cerca l’etichetta del sindacato! /Quando compri / Un cappotto, un vestito o una camicetta! / Ricorda che da qualche parte / Il nostro sindacato cuce / Il nostro stipendio serve / A dare da mangiare ai bambini / E a gestire la casa!».
La pubblicità e il suo jingle all’epoca erano così pervasivi che ne venne fatta la parodia ovunque, da Saturday Night Live – con Bill Murray e Gilda Radner dell’American Dope Growers’ Union che cantavano: «Cerca l’etichetta sindacale!» – alle trame delle sitcom dell’epoca sulla sindacalizzazione in serie come Wkrp in Cincinnati. Le generazioni successive avrebbero potuto conoscere la pubblicità guardando la sitcom degli anni Novanta Boy Meets World [andata in onda in Italia con il titolo Conoscere, che fatica! all’interno del contenitore Rai Solletico!, Ndt] o la sua apparizione durante un’interruzione pubblicitaria in una delle rare copie sopravvissute del famigerato Star Wars Holiday Special del 1978.
Il secondo video, per l’American Federation of State, County and Municipal Employees (Afscme), è una riedizione scherzosa di un vero spot pro-sindacato degli anni Settanta che, decenni prima di finire su YouTube, era stato mandato in onda dalle stazioni televisive locali, troppo volgare per la diffusione via etere. Nello spot la narrazione originale è stata sostituita dalla voce di una periferia dalla forte inflessione Teamster che racconta agli spettatori l’importanza dei membri del sindacato Afscme per il funzionamento della società – lo scherzo in questa versione è che la voce aggiunta parla in modo selvaggiamente profano e stereotipicamente volgare della classe operaia: «C’è un sindacato là fuori chiamato Afscme, e si stanno spaccando le palle per te, facendo un sacco di lavoro di merda che date per scontato!».
Questi due messaggi pro-sindacato – uno serio e sentimentale, uno parodico ed esilarante – restituiscono la testimonianza di un’era in cui il sindacato statunitense era potente, influente e profondamente radicato nel tessuto della società. Tanto da potersi promuovere sulle frequenze nazionali con jingle accattivanti, in mezzo agli spot delle patatine e della birra Budweiser.
In entrambi gli spot, i membri del sindacato cercano di ricordare al telespettatore a casa che le vittorie dei sindacati sono vittorie per i lavoratori, le lavoratrici, i consumatori e le consumatrici nel loro complesso. E che traguardi del genere possono essere cancellati se i sindacati non continuano a combattere. All’inizio di una delle pubblicità di Ilgwu, sentiamo una voce dire:
