Tensioni fra democrazia e capitalismo si manifestarono prima che entrambi dispiegassero le ali, in un’assemblea tenuta nel 1647 in un sobborgo londinese: Putney. Divampava da tempo la Rivoluzione inglese, con la guerra fra re Carlo I e il Parlamento. Il conflitto politico e sociale s’aggrovigliava a quello religioso; e la guerra proseguì finché la Camera dei Comuni diede vita a un nuovo esercito, il New Model Army, che sbaragliò le forze regie. Non era esercito di mercenari, come usava al tempo, ma di volontari, devoti alla causa per la «comune libertà». Guidato da sir Thomas Fairfax, il leader carismatico si chiamava Oliver Cromwell.
Sconfitto il re, i Comuni ci si volevano accordare e sciogliere l’esercito; ma la spinta dal basso delle truppe lo impedì. Nel ’47 i soldati imposero agli ufficiali un comando democratico, con la creazione del Consiglio generale, formato su base paritaria dai generali e da rappresentanti dei soldati eletti da ogni reggimento: gli Agitators. Così, l’esercito prese in ostaggio il re, s’impegnò a non sciogliersi fin quando non fossero state garantite le libertà del popolo, occupò Londra.
La svolta radicale del New Model Army doveva molto alle idee di un movimento londinese: li chiamavano Levellers, i livellatori. Guidati da una leadership plurale, animati da artigiani, garzoni di bottega, mercanti, tessitori, stampatori e da un numero notevole di donne, i Levellers avevano le sedi in taverne come la Windmill e la Whalebone Tavern. Dotati di una cassa comune, di torchi per la stampa, di un periodico e d’un simbolo ufficiale (il nastro verde-mare), erano capaci di raccogliere migliaia di firme per le proprie petizioni, di mobilitare la popolazione in occasione di cortei e di altre manifestazioni di protesta.
Occupata Londra dall’esercito, i Levellers lanciarono una campagna a sostegno di un abbozzo di costituzione, l’Agremeent of the People, discusso dal Consiglio del New Model Army proprio in quell’assemblea tenuta a Putney evocata in apertura. Fondato sulla sovranità del popolo, l’Agremeent assegnava il potere supremo a una Camera eletta a suffragio universale maschile, da rinnovare ogni due anni. Era la prima volta che una simile proposta venisse avanzata in Occidente e, ovviamente, a Putney suscitò scalpore.
Ad alcuni parve inconcepibile «che ogni uomo che abiti nel Paese debba essere considerato egualmente, e debba avere un eguale voto nell’elezione». A sollevare dubbi fu soprattutto il genero di Cromwell, Henri Ireton che, incredulo, chiese conferma d’aver capito bene. Il leveller Maximilian Petty confermò e, di rinforzo, il colonnello Thomas Rainsborough dichiarò: «Io penso che l’essere più povero che vi sia in Inghilterra abbia una vita da vivere quanto il più grande; e perciò credo sia chiaro che ogni uomo che ha da vivere sotto un governo, debba prima col suo consenso accettare quel governo».
