Il 24 gennaio del 1996 Bologna scopre di essere la «città rosso satana», il teatro di una delle più eclatanti esplosioni di panico morale della storia d’Italia.
Marco Dimitri, Gennaro Luongo e Piergiorgio Bonora vengono arrestati con un’accusa pesantissima: lo stupro, aggravato dall’uso di sostanze narcotizzanti, della minorenne Elisabetta Dozza (16 anni) ex fidanzata di Luongo, consumato nel corso di una messa nera. Il primo di una serie di reati loro contestati, tutti di alto profilo mediatico e grande impatto emotivo, dalla violazione di sepolcro alla profanazione di cadavere, che andranno poi ad alimentare un’inchiesta su presunti sacrifici umani e abusi sessuali a danno di minori.
Chi sono questi tre? Dimitri fino al giorno prima era un personaggio da salotto televisivo. Leader del gruppo ribattezzato dalla stampa Bambini di Satana (Bds), andava ospite nei talk show, veniva corteggiato e intervistato da settimanali come Panorama.
Un eccentrico, non l’orco luciferino della porta accanto. Ed è proprio nello scarso profilo criminale di Dimitri e della sua improbabile family stile Manson che la narrazione sul pericolo satanista si inserisce, usando il suo grimaldello preferito: lo schema del «secondo livello». Se Dimitri e i suoi sembrano tre sfigati senza arte né parte, più che tre diabolici villain, è perché non sono che il braccio di una strategia diabolica tracciata da menti sopraffine, nascoste agli occhi del mondo dalla loro cortina di presentabilità. I bambini di Satana, è l’assunto, sono una setta diffusa e strutturata, hanno una gerarchia, al cui vertice si pongono insospettabili della «Bologna bene», ancora da individuare. E che non verranno mai individuati, perché non esistono. Ma prima di accertarlo dovrà scoppiare una bolla mediatico-giudiziaria nella quale in troppi vogliono soffiare.
Mentre la stampa locale e nazionale si dedica anima e corpo alla narrazione dei mostri, e il Gris, Gruppo di Ricerca e Informazione sulle Sette, porta nelle case degli italiani l’ombra del pedofilo satanista, l’inchiesta prende corpo e alle accuse della «pentita» Elisabetta si aggiungono i pareri degli esperti di esorcismo e persino la testimonianza di un minore, un bimbo di tre anni che «testimonia» indirettamente, attraverso disegni nemmeno tracciati di suo pugno. Spunta una nuova accusa per Dimitri da parte di un ragazzo disabile della Campania, si diffonde la convinzione, alimentata dalla stampa, che i Bambini di Satana siano attivi in oltre trenta città italiane.
