Quando, dopo mezzo secolo di popolarità, l’interesse degli statunitensi per il genere western iniziò a diminuire, gli europei non ne avevano ancora avuto abbastanza di cowboy e indiani. Fu così che, all’inizio degli anni Sessanta, nacque lo spaghetti western con le sue sgargianti immagini in technicolor.
Molti generi cinematografici riflettono gli interessi culturali specifici di singole nazioni o aree geografiche. I film giapponesi sugli impiegati del ceto medio e i film messicani girati al ritmo delle rancheras, ad esempio, tendono ad avere scarso appeal all’estero. Ma gli spaghetti western hanno travalicato i confini. La cinematografia sulla frontiera americana, evidentemente, esercitava un fascino su scala globale.
Tutto ebbe inizio quando lo sceneggiatore e regista Sergio Leone, figura di spicco di questo sottogenere, decise di realizzare un western all’italiana ispirato al capolavoro samurai Yojimbo (1961) di Akira Kurosawa, a sua volta basato sul superbo romanzo del 1929 del genio del pulp americano Dashiell Hammett Piombo e sangue, adattato nel 1942 con il titolo La chiave di vetro. Molto influente ancor oggi, Piombo e sangue è stato adattato e riadattato innumerevoli volte, spesso senza attribuzioni autoriali. Una frase contenuta nel romanzo ha poi ispirato il titolo del primo film di Joel ed Ethan Coen, Sangue facile (1984), nonché una buona parte della trama, del tono e del focus tematico del loro magistrale neo-noir Crocevia della morte (1990). Il flop di Bruce Willis Ancora vivo - Last Man Standing (1996) è un remake dichiarato di Yojimbo e anche il bel neo-noir indie adolescenziale Brick - Dose mortale (2005) di Rian Johnson si rifà per alcuni aspetti a Piombo e sangue.
Anche lo sceneggiatore e regista Sergio Corbucci – o «l’altro Sergio», colui che ha dato un’identità allo spaghetti western – si è ispirato a Piombo e sangue e Yojimbo per la struttura portante del suo più celebre film del genere, Django (1966). Il protagonista del film, un girovago ed ex soldato dell’Unione (interpretato da Franco Nero nel ruolo che lo ha reso famoso), arriva in una città di confine tra Stati uniti e Messico trascinando una bara che si rivelerà contenere la sua enorme mitragliatrice Gatling. Dopo aver salvato una prostituta ispanica dall’esecuzione su una croce infuocata a opera delle Camicie Rosse confederate, si ritrova immischiato nella violenta faida tra le Camicie Rosse stesse, che controllano la città, e i rivoluzionari messicani.
Benché la concorrenza non sia poca, Per un pugno di dollari (1964) di Leone, il primo spaghetti western, è sicuramente in lizza per il titolo di miglior adattamento cinematografico di Piombo e sangue mai realizzato. Leone fu ricompensato per il suo cinema visionario con fama e fortuna, per non parlare del merito di aver lanciato una star mondiale del calibro di Clint Eastwood e aver inaugurato un sottogenere splendido e redditizio. L’unico risvolto negativo fu la causa intentata dalla Toho Studios per conto di Kurosawa, che in seguito affermò di aver guadagnato più dalla causa relativa a Per un pugno di dollari che da qualsiasi suo film.

