Cosa unisce Meloni e Trump
Quinn Slobodian sostiene che le nuove ideologie reazionarie sono lo strano prodotto della fine della Guerra fredda: considerano la democrazia una minaccia allo sviluppo economico
Quinn Slobodian sostiene che le nuove ideologie reazionarie sono lo strano prodotto della fine della Guerra fredda: considerano la democrazia una minaccia allo sviluppo economico
La vittoria di Trump rivitalizza sovranisti, reazionari e conservatori di mezzo mondo: dall'Ungheria di Orbán all'india di Modì fino all'Italia di Meloni
Mancano alcune premesse decisive per la nascita di un vero e proprio regime para-fascista negli Usa. Ma il decadimento delle istituzioni può spianare la strada all'estrema destra
In Occidente è in atto una contro-rivoluzione, fatta con le armi della politica e della comunicazione dell'estrema destra globale, dove sono incisi i nomi, le date e gli slogan della costruzione di una fortezza chiusa, pura e inalienabile
Tra eversione nera e criminalità organizzata c’è un rapporto intrecciato, che si perde nei rivoli della strategia della tensione e dell’anticomunismo a tutti i costi e che arriva fino alle evoluzioni degli ultimi anni
Anche Giorgia Meloni invoca spesso Edmund Burke come primo teorico del conservatorismo moderno. Le sue teorie contro la Rivoluzione francese si basano su antisemitismo, disprezzo per le masse e invenzione del «nemico esterno»
Il criptico pensatore italiano del tradizionalismo super-reazionario va molto di moda nell'estrema destra statunitense perché offre una via di fuga, se pure aberrante
Vent’anni fa, il politologo Robert D. Putnam teorizzò il collasso della vita sociale e civile statunitense, con gravi conseguenze per il sistema democratico. Non esagerava, ma le analogie con il fascismo non esauriscono il problema
Erodere l’Unione europea dall’interno, ridurre i diritti di minoranze e opposizioni, usare il welfare in senso autoritario e familista: così funzionano i modelli dell’Ungheria di Orbán e della Polonia di Kaczyński
L’estrema destra continentale presenta analogie e divergenze con quella che ha vinto le elezioni politiche in Italia: sono partiti anti-europei, spesso con leader donne ma dominati dagli uomini. Eccone una rassegna
Meloni vorrebbe governare con il sorriso sulle labbra e le risate registrate, senza una macchia sul suo impeccabile completo e un capello fuori posto. Perché anche lei è inevitabilmente frutto della serialità televisiva
Non possiamo circoscrivere il fascismo al solo regime di Mussolini. Per capire cosa si intende oggi con questo concetto bisogna partire dall’osservazione delle pratiche e dei contesti sociali in cui si innesta e cresce
Liberali che in altre epoche avrebbero condiviso battaglie con la sinistra oggi riportano in Italia i talking points dell’ultradestra statunitense contro i presunti eccessi censori del progressismo. Com’è potuto accadere?
C’è una terza opzione oltre quelle viste alle scorse elezioni politiche? Quella domanda in parte si è riversata sul M5S, mentre Unione popolare non ha bucato l’egemonia del mercato. Mappa del voto, con un occhio al futuro
C’è una trappola nella quale molti a sinistra in questi anni sono caduti: consiste nel dividere schematicamente, e con una certa rigidità, la sfera dei diritti sociali da quella dei diritti civili, indicando una specie di gerarchia tra le lotte
I movimenti neocattolici che negli ultimi dieci anni si sono battuti contro la cosiddetta «teoria del gender» sono diventati un laboratorio ideologico della destra ultraconservatrice, populista e nazionalista oggi al governo
L’enfasi posta da Meloni e dai suoi una volta giunti al governo sui concetti e le retoriche dell’anti-egualitarismo è il segnale della subalternità del discorso populista di destra alla dottrina economica dominante
Meloni e i suoi camerati si considerano ancora «minoranza oppressa» dall’«antifascismo militante». Eppure sono entrati presto nelle stanze del potere: il modo in cui si rappresentano dice molto del loro programma politico
Il canale berlusconiano delle soap-opera e delle televendite da qualche anno è diventato un contenitore di talk-show politici. È il laboratorio del senso comune costruito dalle destre al potere
Secondo Pablo Iglesias, non c’è democrazia vera se il sistema informativo è oligopolista. Questa è la ragione dell’egemonia della destra. E anche, sostiene, del fatto che l’Italia sia diventato un paese senza sinistra
L’ideologia di Giorgia Meloni e di Fratelli d’Italia filtra l’archivio del fascismo con il pensiero reazionario calato nella società contemporanea. Con un chiodo fisso: il terrore per il 1917 russo e il 1789 francese
Il mercato esige il regime politico di volta in volta più funzionale al suo ordine. Lo teorizzò von Hayek: se c’è bisogno che lo stato sia al servizio dell’economia, un regime autoritario non guasta affatto
Meloni è arrivata al potere perché è stata abile a dimostrare di poter fare gli interessi delle élite presentandosi al tempo stesso come paladina (ed espressione) del popolo
La prima premier nello storia italiana è una conquista per le donne? Più che altro bisogna chiedersi come mai questa sia leader di un partito apertamente antifemminista: ciò serve a rendere commestibili i contenuti più retrivi