Deranque, un martire per l’estrema destra
Dopo i tragici fatti di Lione, tutto il quadro politico francese ha sposato la narrazione che si scaglia contro La France Insoumise e dimentica le violenze neofasciste
Dopo i tragici fatti di Lione, tutto il quadro politico francese ha sposato la narrazione che si scaglia contro La France Insoumise e dimentica le violenze neofasciste
In Occidente è in atto una contro-rivoluzione, fatta con le armi della politica e della comunicazione dell'estrema destra globale, dove sono incisi i nomi, le date e gli slogan della costruzione di una fortezza chiusa, pura e inalienabile
Dalla prospettiva storica della Marcia su Roma si scorgono molte differenze con l'oggi. Ma si afferra anche la natura stabilizzatrice del fascismo e l'archivio di discorsi e politiche cui attingere alla bisogna
Da anni una visione edulcorata e mistificata del fascismo cerca di fare breccia nel senso comune. Proviene dall’estrema destra ma anche da politici cosiddetti «moderati» e opinionisti mainstream
Negli anni Trenta del secolo scorso le élite accettarono il regime come argine al bolscevismo. Oggi i sovranisti finiscono per accettare tutti gli assunti del neoliberismo: ma rimane anche una pericolosa continuità storica
Giulia Albanese, studiosa della Marcia su Roma, spiega che studiare le origini del fascismo è anche un modo per indagare le forme della crisi della democrazia. E per analizzare le possibilità che ci si dispiegano davanti
Fu Umberto Eco a parlare per la prima volta di Ur-Fascismo, forma mentale che ha prodotto il fascismo storico e che per certi versi sopravvive a esso. Ne nacque un confronto utile ancora oggi
A distanza di un secolo, l’unica forma di totalitarismo partorita dall’Italia non suscita allarme e riprovazione presso pezzi importanti della società: questa rimozione oggi conosce il suo apice ma viene da lontano
Gli estimatori di un progetto politico basato sulla violenza, sul razzismo e sul nazionalismo da anni hanno messo le mani sulla storia e sulle forme della sua narrazione con lo scopo di ipotecare seriamente il nostro futuro
Come il regime fascista attinse all’armamentario coloniale per costruire il suo linguaggio di guerra e le sue logiche razziste. E come utilizzò i territori africani conquistati per sperimentare la sua idea di società
La letteratura che si occupa di colonialismo italiano ha al centro la maschilità e la sua crisi: corpi che vogliono diventare patriarchi attraverso la violenza. E uomini che tentano in tutti i modi di giustificare le loro azioni
Il fascismo ha prodotto una lingua fatta di miti, frasi fatte e luoghi comuni che inserita nel circuito della comunicazione e della sociabilità di massa ha imposto certezze assolute, irrazionali e deresponsabilizzanti
In anni di crisi e investimenti pubblici, il regime fascista fece ricorso a forme paternalistiche di servizi e tutele: quel modello di assistenza ha pregiudicato lo sviluppo del welfare state in Italia anche nei decenni successivi
Il mito della «famiglia naturale» ha radici antiche: dalla questione demografica alla «tutela della stirpe» Mussolini ha messo al centro del suo potere il rapporto fra i generi, la funzione riproduttiva, l’«ordine morale»
I due concetti in voga negli ultimi anni appartengono all’archivio di Mussolini. Che si fregiò di arginare le lotte dei lavoratori e di sostituire la classe politica con nugoli di esperti in grado di risolvere i problemi concreti
Storia economica e storia politica si intrecciano nel passaggio dalla dittatura alla Repubblica. Da questa prospettiva è possibile riconoscere l’immagine falsata di un regime «rivoluzionario» in campo economico
Dal punto di vista delle politiche economiche, il fascismo è stato la variante autoritaria di un processo di stabilizzazione più ampio: servì a gestire la crisi profonda del capitalismo dopo la Prima guerra mondiale
La diffusione di saperi critici, l’esempio delle lotte internazionaliste, l’incubo della guerra e la crisi economica fino alla disfatta delle truppe italiane: così una generazione decise che era arrivato il momento di opporsi al regime
Non fu facile, per la Germania uscita distrutta dal nazismo, fare i conti con il suo passato e rendere giustizia alle vittime del regime hitleriano. Per arrivare a un primo passo si è dovuto attendere la fine della Guerra fredda
Il calendario civile italiano, composto da giornate dedicate alle diverse vittime di differenti eventi storici, sembra fatto più per dimenticare che per ricordare: in tutti i casi si veicola una narrazione vittimista, quando non revisionista
A destra spesso si sente dire che i membri del partito di Hitler fossero socialisti. Ma le politiche economiche del nazismo cercarono di salvare le grandi industrie in una fase di crisi e radicalizzarono in modo spietato l'idea capitalista di competizione