La scrittura «engagée», dai social network alla letteratura, adotta un linguaggio sempre più individualizzante e rivolto a rassicurare la propria «bolla». Occorre invece un vocabolario in grado «dov'era l'io di fare il noi»
Il linguaggio è una delle poste in palio delle lotte perché è immediatamente produttivo di relazioni sociali e rapporti di potere. Ecco perché la sua importanza è decisiva. L'editoriale del n. 14 di Jacobin Italia
Le diversità non hanno spazio di parola, cioè non possono parlare per sé, e spesso anche se parlano non vengono ascoltate: da qui parte la linguista Vera Gheno per ragionare di poteri e linguaggi al tempo dei social
Chi dice che il vero terreno di scontro è il linguaggio non esagera affatto: oggi i discorsi (e le storie che contengono) vengono svuotati dal codice tecnico-scientifico dei segni e dal rifugio nella finzione delle immagini
Inventare un linguaggio, come accadeva nelle piantagioni o come succede nei ghetti metropolitani, è un atto che disturba. Perché nell’idioma del colonizzatore mancano le parole
per descrivere ciò che si è perso per strada
Come giornali e opinionisti di destra hanno inventato la fantomatica «dittatura della cancel culture»: casi di censura inventati o ingigantiti per demonizzare chi mette in discussione il potere del linguaggio
In Italia i tentativi di inclusione linguistica hanno suscitato una reazione sproporzionata da parte delle élite culturali e mediatiche. Spesso sono gli stessi che nelle università e nel dibattito pubblico intavolano discorsi escludenti
In Italia si sottovaluta il ruolo del linguaggio e della formazione nella riproduzione di esclusione e oppressione. I libri scolastici, ad esempio, evitano di affrontare
il modo in cui le razze vengono storicamente costruite
Esiste una forma di washing, di pulizia superficiale, legata al linguaggio: basta appropriarsi di alcune parole per darsi una parvenza etica e impegnata. È anche ciò che fanno
gli esperti di marketing utilizzando slogan politici
Alcune espressioni hanno il potere di realizzare un atto attraverso la loro enunciazione. Ma possono essere spostate dal loro contesto, e trasformarsi: da insulto a moto di autodeterminazione. Come è accaduto a queer
Dal mansplaining alla violenza domestica, il potere maschile del linguaggio costruisce un sistema di verità che annienta l’interlocutrice e la sua capacità di parola
In un mondo governato da algoritmi informatici, sbagliare a nominare qualcosa o qualcuno cancella la sua presenza dal database della realtà. Per questo motivo le battaglie sul linguaggio sono oggi tra le più radicali
Il linguaggio deve riuscire a comprendere tutte le espressioni della natura umana, altrimenti sarà sempre un mezzo di espressione del potere, uno strumento di conservazione del privilegio di una parte della società
La lingua dei segni che utilizzano le persone sorde offre l’opportunità di una comunicazione prima neutra
e dopo dettagliata, attenta alle diversità. Esattamente ciò che non avviene nella lingua degli udenti
Appiattimento del discorso, militarizzazione del quotidiano, esaltazione della tradizione in sprezzo al proletariato urbano, predilezione per il parlato: il taccuino di un filologo sulle parole del nazismo ha ancora oggi molto da dirci
Schwa, asterischi, desinenze in -x o -u: nessuna di queste strategie è definitiva. Ma stanno trovando applicazione nelle periferie, ai margini del potere patriarcale. Ogni volta che accade scandalizzano i privilegiati