A scuola di disuguaglianza
La pandemia ha colpito un sistema scolastico attraversato da enormi disparità sociali. Un contesto che le riforme degli ultimi anni hanno trasformato in un’arena di competizione tra scuole, tra famiglie, tra studenti
La pandemia ha colpito un sistema scolastico attraversato da enormi disparità sociali. Un contesto che le riforme degli ultimi anni hanno trasformato in un’arena di competizione tra scuole, tra famiglie, tra studenti
La scuola non deve selezionare il «merito» come vuole l’ideologia neoliberista. Deve piuttosto creare le condizioni affinché si possano vivere l’infanzia e l’adolescenza alla scoperta degli altri e di sé, dice l’economista Fabrizio Barca
Vent’anni fa la Carta di Lisbona lanciava la prospettiva della società della conoscenza. Senza adeguati investimenti pubblici e offensiva delle lotte ha avuto esiti più distopici che progressisti o rivoluzionari. Come mai?
Ci siamo messi dalla prospettiva di quelli che hanno più da perdere dalla pandemia: studenti, lavoratrici e lavoratori di un settore che prima non è stato considerato essenziale e poi ha rivelato inefficienze, contraddizioni e potenzialità radicali
Negli ultimi anni i regolamenti delle scuole si sono fatti sempre più repressivi. Una tendenza che va di pari passo con lo svuotamento della scuola come spazio aperto ai conflitti e alla complessità del mondo
La pervasività della logica del mercato sulla formazione va ben oltre l’intreccio tra istruzione e mondo del lavoro. Invece di imparare e crescere insieme si cerca piuttosto di stimolare la «forma mentis imprenditoriale»
Si chiama elusione formativa, e come quella fiscale si insinua nelle pieghe del sistema pubblico per favorire speculazioni. Si tratta di un mercato vero e proprio, che favorisce chi può permettersi di pagare per un titolo
Dispense di pronto utilizzo per la classe
L’insegnamento della letteratura sta al crocevia della transizione al digitale: il senso del narrare storie di fronte alla grande trasformazione è una sfida per insegnanti e studenti. Per vincerla bisogna accogliere la complessità
Bisogna guardare al passato con gli occhi del presente, in maniera critica e reattiva, dunque non separabile dal contesto attuale in cui le storie si moltiplicano e lo studio del passato a scuola si mortifica
«Perché nelle storie si parla solo di re e regine? Perché più di re che di regine?», «Maestra, sul libro si parla degli uomini della preistoria. E le donne?». La prospettiva di genere fa fatica a entrare in aula, soprattutto nelle scuole primarie
Il movimento Priorità alla scuola chiede spazi, organici, istituti come presidio sanitario, didattica in presenza. Tutti temi drammaticamente urgenti anche prima della crisi pandemica, che hanno a che fare col welfare
L’Italia è uno dei pochissimi paesi europei nei quali l’educazione sessuale non è nei programmi scolastici. Un’assenza oggi ancora più incomprensibile
Le nuove tecnologie digitali rivoluzionano, assieme al modo di vivere, anche quello di insegnare e apprendere. Bisogna farci i conti e intrecciare saperi, visto che da questo scenario è impossibile tornare indietro
Il concorso straordinario per gli insegnanti si sta rivelando un passaggio di ulteriore approfondimento della frammentazione della categoria in atto da decenni, che produce un danno per la stessa offerta formativa delle scuole
Mentre è scattata la corsa a riaprire tutto, le scuole rimangono chiuse. Invece, come suggeriscono le proposte di alcuni gruppi di genitori e insegnanti, dovremmo cogliere l’occasione per ripensare il modello di istruzione degli ultimi anni
Il governo, schiacciato sulle esigenze di Confindustria, dimentica la scuola e i genitori costretti a tornare a lavorare. Occorre imparare dal femminismo e mobilitarsi, perché non esiste produzione senza riproduzione sociale
Tagli ai finanziamenti, esternalizzazioni e precarietà nelle biblioteche sono una costante, e la chiusura causa Covid-19 rischia di essere il colpo di grazia. Ma si moltiplicano le esperienze di resistenza di quel lavoro sociale e culturale
In questi anni gli assistenti educativi per l'inclusione e il diritto allo studio dei soggetti svantaggiati sono stati esternalizzati e la sospensione della didattica li lascia senza retribuzione. Serve l'immediata stabilizzazione
La Didattica a distanza è la forma attuale dell'istruzione pubblica, causa pandemia. Ma può la scuola – come sostiene il Ministero – ignorare il contesto e proseguire sulle piattaforme digitali come se nulla fosse?
Un incontro di Non una di meno a Reggio Emilia ripercorre storia e obiettivi della "pedagogia degli oppressi" lanciata negli anni Sessanta dal pedagogista brasiliano Paulo Freire. Un metodo intersezionale che è oggi ancora più attuale
La scuola italiana continua ad «accogliere escludendo» per ragioni culturali, ma anche dichiaratamente socio-economiche e politiche. Come insegna il caso del ragazzo con le treccine blu escluso per questioni di decoro
Mentre continua l'offensiva leghista sull'autonomia differenziata, il prossimo anno gli insegnanti precari diventeranno un quinto del totale. È il momento di sottrarsi ai continui ricatti per riprendere in mano il futuro dell'istruzione pubblica
Le regioni più ricche del paese vogliono gestire per conto loro l'istruzione, sottraendola al principio di solidarietà