Abbiamo organizzato questa tavola rotonda con quattro attiviste e attivisti che costruiscono il movimento per la giustizia abitativa. Per iniziare vi chiediamo di presentarvi parlandoci del lavoro che fate.
Ray Valentine, Washington, D.C. (Metro DC Dsa): Il progetto Stomp Out Slumlords dei Democratic Socialists of America (Dsa) del Distretto di Columbia è cominciato con l’intervento contro uno sfratto. Partivamo dall’idea che se fossimo riusciti a portare più persone a presentarsi in tribunale, fornendo loro alcune dritte di base su come comportarsi in aula, queste sarebbero state capaci di difendersi in maniera concreta e avremmo potuto mettere alla prova la volontà delle corti di giustizia. Così abbiamo preparato questo programma di perlustrazione. Raccoglievamo la documentazione sugli sfratti e ci presentavamo nei posti in cui c’era grossa concentrazione di richieste di sfratti. Bussavamo alla porta, parlavamo con le persone, ci facevamo dare i loro contatti in modo da poter seguire il loro caso e li spingevamo a ricorrere al tribunale. Ci sono due cose che ci hanno spinto a cambiare approccio in questo progetto. La prima è che se a livello individuale sembrava avere riscontri, col nostro modo di operare non potevamo raggiungere tutti. L’altro elemento che abbiamo osservato è che i nostri attivisti continuavano a perlustrare i soliti posti. Cercavamo luoghi in cui c’erano molti sfratti, ci concentravamo in quelle proprietà in cui avevamo molti amici e in cui i proprietari degli immobili avevano un approccio aggressivo rispetto alle citazioni in tribunale. In questi posti tendevamo a scoprire un mucchio di altre vertenze. Abbiamo cominciato a vedere spesso le persone e imbatterci in problemi ricorrenti. Così ci siamo spostati verso una forma più tradizionale di mobilitazione della comunità di vicinato.
Cea Weaver, New York City (Upstate/Downstate Housing Alliance): Negli ultimi otto anni sono stata un’attivista di affittuari e un’organizzatrice di inquilini a New York. Adesso sto coordinando una campagna per rafforzare le leggi di stabilizzazione degli affitti nello stato di New York. La nostra campagna è diretta da Upstate/Downstate Housing Alliance, una coalizione che a New York rappresenta affittuari e proprietari di case prefabbricate (che pagano l’affitto per i lotti di terreno che non possiedono, sui quali si appoggia il prefabbricato).
Degli 8 milioni di locatari di New York, solo 2,5 (poco meno di un milione di nuclei familiari) beneficiano di affitti a equo canone. Questi affittuari stabilizzati continuano comunque a subire continui o improvvisi aumenti del canone di affitto e patiscono continue intimidazioni da parte dei padroni di casa che cercano di deregolamentare le unità immobiliari. Gli altri 5,5 milioni di inquilini non hanno alcuna protezione di base. Al momento a New York 89mila persone sono homeless.
La crisi abitativa a New York è una crisi morale ed economica provocata da attori politici che antepongono le necessità delle società immobiliari che li finanziano a quelle delle persone comuni. Come tutte le crisi che si sviluppano attorno alle diseguaglianze, questa crisi colpisce in maniera più dolorosa le persone a basso reddito, in particolare le donne e le minoranze etniche.
