Jacobin Italia

L’invenzione della gerarchia

10 Giugno 2021

Dai monarchi di una volta ai miliardari dei giorni nostri, i pochi nel corso dei millenni hanno accumulato potere e ricchezza a danno dei molti. Abbiamo chiesto a Timothy Earle, antropologo, come è cominciato tutto ciò

Nei classici della teoria filosofica moderna, pensatori come Thomas Hobbes, John Locke o Jean-Jacques Rousseau hanno ipotizzato un tempo nel lontano passato in cui le classi sociali non esistevano – il cosiddetto «stato di natura», che finì quando gli umani inventarono la proprietà privata e lo stato. È mai esistito un simile momento nel corso della storia?

Se mi stai chiedendo se c’è mai stato un momento specifico, puntuale, in cui sono comparse per la prima volta le classi sociali, la risposta è no. Sono comparse più e più volte in diverse parti del mondo, in situazioni differenti. Il modo in cui ciò è successo può essere in gran parte analizzato in termini di comandanti-leader forti che hanno capito come manipolare le istituzioni per concentrare potere e ricchezza.

Per ottenere il potere, un leader deve prima offrire qualcosa che attiri le persone, qualcosa che piaccia. Ma il concetto cardine qui è circoscrizione, cioè l’abilità di legare le persone a un luogo. Quando le persone non possono spostarsi in altri luoghi, non possono affiliarsi ad altri gruppi, non possono «votare con i loro piedi», le loro opzioni sono limitate. Una volta che inizi a circoscrivere le società, a quel punto hai la possibilità di sviluppare il controllo.

In altre parole, senza la circoscrizione, le persone possono sempre semplicemente andarsene sui monti se la situazione diventa troppo oppressiva.

Non c’è nemmeno bisogno che diventi così tanto oppressiva. Se ti viene chiesto di lavorare due giorni in più a settimana, andarsene in montagna sembra una buona idea. E ci sono molti, molti casi in cui succede.

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