Jacobin Italia
La rivoluzione non si fa a parole. Serve la partecipazione collettiva. Anche la tua.

Che fatica capire i socialisti Usa

Bhaskar Sunkara polemizza con un saggio dell’Atlantic sul pericolo estremista rappresentato per i dem Usa dai Dsa, dei quali fa parte anche Zhoran Mamdani, sindaco di New York. «Il vero pericolo è opposto: che diventiamo troppo riformisti»

Il sionismo di oggi produce morte e distruzione

Intervista allo storico israeliano Omer Bartov che analizza l’evoluzione del sionismo, il carattere genocidario degli attacchi su Gaza e l’impossibilità di questa Israele di mettere fine alla guerra. L’unica pressione possibile, dice, «sono le sanzioni internazionali»

alternative economiche

Assalto ai fornelli

Spezzare il pane e condividerlo, mettersi a tavola insieme, scambiarsi ricette. Gesti che rivelano la natura sociale e cooperativa del mangiare. Eppure da tempo l’alimentazione è ambito di esclusione, competizione, sfruttamento e chiusure identitarie. Il n. 31 di Jacobin Italia ruota attorno a questa contraddizione. Per farlo indaghiamo la struttura economica e al tempo stesso sondiamo la produzione di storie che ruota attorno al cibo e all’ideologia del food.

Il liceo censurato su Gaza

Il diritto allo studio della questione palestinese e la libertà d’insegnamento finiscono nel vortice della repressione. Le «attenzioni speciali» sulla didattica da parte dei dirigenti scolastici, del governo e di alcune associazioni e partiti filoisraeliani

I conti con i socialisti

La schiacciante vittoria elettorale dei candidati sostenuti da Mamdani e nove vittorie su dieci ottenute dai Democratic Socialist of America alle primarie di New York, il sindaco e il movimento socialista si confermano come forze che contano

La ghigliottina

i podcast

Radici Ribelli

I podcast delle conferenze svoltesi a Firenze il 20, 22 e 23 aprile: uno spazio di confronto sulle pratiche di resistenza e sulle alternative possibili di fronte alle nuove destre

da non perdere sull’ultimo numero della rivista

I cappelletti di Lenin

La storia del movimento operaio è anche storia di cibo. Anzi, storia di cantine e trattorie: è qui che lavoratori e lavoratrici si confortano con un piatto caldo e un bicchiere, organizzano lotte (persino congressi) e si aiutano a vicenda

Lotta di classe al ristorante

Anche Firenze è vittima della turistificazione mangereccia: dentro la nuova fabbrica del cibo sparsa nella città dei Medici si sperimentano forme di sciopero per i diritti della forza gastro-operaia multinazionale

La mucca pazza di Marx

Nel Capitale si parla di cibo in relazione alle condizioni di vita, ai bisogni, alla produzione e alla riproduzione. Per dire che dietro a prodotti di pessima qualità o nocivi si celano lavoro mal pagato, ritmi forsennati e orari lunghissimi

Mangiare è un atto rivoluzionario

Il cibo come spazio collettivo e plurale contro le strette identitarie e gli edonismi. Perché mangiare è un modo di condividere, contaminarsi, spartire piacere e culture. Dialogo con Vito Teti, antropologo, sulle cucine italiane

da non perdere sull’ultimo numero della rivista