Jacobin Italia
La rivoluzione non si fa a parole. Serve la partecipazione collettiva. Anche la tua.

Cosa c’è dopo l’iperpolitica?

Il dibattito su «Iperpolitica», partito da Jacobin, è divenuto globale e ha attraversato diverse aree. Qui Anton Jäger risponde ai critici e ragiona sulla strategia che potrebbe contribuire a fare uscire la sinistra da un vicolo cieco

L’ultima occasione di Lula

Per vincere il ballottaggio il presidente del Pt deve riuscire a connettersi di nuovo con le speranze di cambiamento sociale, poco realizzate nel corso del suo ultimo governo. Altrimenti il Brasile finirà nelle mani di una destra ancora più pericolosa del passato

7 ottobre, zilzal

Bisogna sottrarsi alle semplificazioni e ai manicheismi per leggere il terremoto di una violenza imprevista eppure prevedibile degli attacchi di Hamas, il genocidio a Gaza e l’allargamento regionale della guerra

alternative economiche

Chi ha paura della Gen Z

Maranza. Ansiosi. Disimpegnati. La Gen Z viene etichettata in vari modi nei sermoni paternalisti che predicano sacrifici o nei provvedimenti repressivi del governo più vecchio della storia della Repubblica, quello guidato da Giorgia Meloni.Questa società che invecchia, e che ha prodotto molte macerie sociali e politiche, è spaventata dalle forme di vita e di dissenso della nuova generazione. Ma chi si affaccia allo spazio pubblico per la prima volta ha sempre il diritto di rivendicare la rottura con le storie precedenti. Il n. 32 di Jacobin Italia – che riprende anche alcuni articoli del n. 61 dell’edizione statunitense di Jacobin – si occupa di questa rottura.

Maricarmen, Sánchez e le elezioni

La destra avanza. E il premier spagnolo ha approfittato della protesta sulla casa per giocarsi le elezioni su un terreno più favorevole. Ma dalle domande poste da quel movimento passa il futuro della resistenza al fascismo

Cooperazione, comunità, comunismo

È uscito in questi giorni «Rivoluzione e libertà. La tradizione nascosta dell’associazionismo operaio» di Salvatore Cannavò. Pubblichiamo alcuni stralci dalla prefazione di Enzo Traverso, che analizza la storia e l’attualità di categorie politiche essenziali, anche se occupano un ruolo laterale nella storia del movimento operaio

La ghigliottina

I sermoni paternalisti

A pontificare è un intellettuale maschio bianco mediatico di mezza o terza età. La struttura retorica: «Io non vi capisco, ma so cosa dovete fare»

I numeri

Una generazione in movimento

Su ogni tema, dal lavoro alla biodiversità, i 17-19enni si dicono più preoccupati di quanto pensino lo siano i genitori. Per il clima accusano imprese e individui; contro le disuguaglianze puntano su risorse, voto e consumi più che sui partiti.

Una generazione sospesa

Tra le donne di 20-29 anni con almeno un figlio lavora il 33,4%; tra gli uomini nella stessa condizione l’87,2%. Tra i genitori NEET il 94,6% è madre. E c’è il divario territoriale: a 20-34 anni lavora l’81,4% al Nord, il 54% al Sud e nelle isole.

da non perdere sull’ultimo numero della rivista

Nativi delle macerie

Il modo migliore di guardare alla cosiddetta Generazione Z, senza scadere in etichette paternalistiche e facili schematismi, è quello di leggere le tendenze in atto nella società circostante

Generazione Gaza

Cosa è stata la mobilitazione dei e delle giovani per la Palestina? Da un’analisi comparata con i cicli precedenti emerge la capacità di queste lotte di costruire spazi di aggregazione nuovi, oltre a rivitalizzare spazi già esistenti

Kneecap: si vergognano di zittirci

I Kneecap, una delle band più politicizzate della nuova ondata, raccontano la loro battaglia per l’indipendenza irlandese e la solidarietà con la Palestina. E cosa significa essere messi sotto accusa per aver espresso l’odio per le ingiustizie

Se non torno brucia tutto

Dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin una nuova generazione transfemminista si è vista in piazza. Hanno nuove consapevolezze e basi più forti, incompatibili con gli assetti di potere e con le retoriche patriarcali e conservatrici

da non perdere sull’ultimo numero della rivista