Jacobin Italia
La rivoluzione non si fa a parole. Serve la partecipazione collettiva. Anche la tua.

In mare aperto con Tom

Reportage da una missione si salvataggio di Tutti gli Occhi sul Mediterraneo: mentre l’Ue affonda l’ennesimo giro di vite sui diritti dei migranti ci si prepara al Meeting internazionale antirazzista

alternative economiche

Assalto ai fornelli

Spezzare il pane e condividerlo, mettersi a tavola insieme, scambiarsi ricette. Gesti che rivelano la natura sociale e cooperativa del mangiare. Eppure da tempo l’alimentazione è ambito di esclusione, competizione, sfruttamento e chiusure identitarie. Il n. 31 di Jacobin Italia ruota attorno a questa contraddizione. Per farlo indaghiamo la struttura economica e al tempo stesso sondiamo la produzione di storie che ruota attorno al cibo e all’ideologia del food.

Dal Golan alla Siria

Secondo gli estremisti al governo di Tel Aviv bisogna espandersi «fino a Damasco». Mentre il mondo guarda altrove si preparano i «territori levantini occupati»

I limiti del neoliberismo autoritario russo

Gli attacchi ucraini contro le infrastrutture petrolifere e contro il rivenditore online Wildberries stanno sconvolgendo il senso di normalità della classe media russa. Le iniziative per intensificare la coscrizione militare potrebbero spingere il sistema al punto di rottura e produrre una resistenza popolare

Gli effetti collaterali della privatizzazione dei vaccini

L’autorizzazione per il vaccino antinfluenzale tramite mRNA di Moderna sembra orientare verso tecnologie sempre più costose e proprietarie più che verso la crescita della copertura vaccinale. Servirebbe un’infrastruttura pubblica europea per sviluppo e produzione di farmaci e vaccini

La ghigliottina

i podcast

Radici Ribelli

I podcast delle conferenze svoltesi a Firenze il 20, 22 e 23 aprile: uno spazio di confronto sulle pratiche di resistenza e sulle alternative possibili di fronte alle nuove destre

da non perdere sull’ultimo numero della rivista

I cappelletti di Lenin

La storia del movimento operaio è anche storia di cibo. Anzi, storia di cantine e trattorie: è qui che lavoratori e lavoratrici si confortano con un piatto caldo e un bicchiere, organizzano lotte (persino congressi) e si aiutano a vicenda

Lotta di classe al ristorante

Anche Firenze è vittima della turistificazione mangereccia: dentro la nuova fabbrica del cibo sparsa nella città dei Medici si sperimentano forme di sciopero per i diritti della forza gastro-operaia multinazionale

La mucca pazza di Marx

Nel Capitale si parla di cibo in relazione alle condizioni di vita, ai bisogni, alla produzione e alla riproduzione. Per dire che dietro a prodotti di pessima qualità o nocivi si celano lavoro mal pagato, ritmi forsennati e orari lunghissimi

Mangiare è un atto rivoluzionario

Il cibo come spazio collettivo e plurale contro le strette identitarie e gli edonismi. Perché mangiare è un modo di condividere, contaminarsi, spartire piacere e culture. Dialogo con Vito Teti, antropologo, sulle cucine italiane

da non perdere sull’ultimo numero della rivista