Jacobin Italia

Il bersaglio marginale

15 Settembre 2026

La categoria del «maranza» ha mostrato una notevole plasticità semantica, adattandosi a contesti storici e sociali differenti e incorporando significati legati alla periferia urbana, alla devianza giovanile e all’alterità culturale

Il 30 dicembre 2024 il prefetto di Milano istituisce le prime zone rosse della città. Duomo, Darsena, Navigli, Stazione Centrale, Porta Garibaldi. Tra queste compare anche Corvetto, unico quartiere periferico incluso nel provvedimento. Sono passate poche settimane dalla morte di Ramy Elgaml, diciannove anni, deceduto durante un inseguimento dei carabinieri nella notte tra il 23 e il 24 novembre, e dalle proteste che avevano attraversato il quartiere nei giorni successivi.

Da allora il perimetro delle zone rosse non ha smesso di espandersi. A marzo 2025 la misura viene prorogata ed estesa a nuove aree di Milano e al quartiere dei Fiori di Rozzano. Nei soli primi mesi di applicazione i controlli avevano già portato all’identificazione di oltre 132.000 persone e a 1.313 ordini di allontanamento. Successivamente il modello viene indicato dal governo come uno strumento da applicare anche in altre aree considerate ad «alta vulnerabilità sociale», dal Quarticciolo di Roma a Scampia-Secondigliano a Napoli.

La logica è semplice. Chi possiede determinati precedenti o viene ritenuto responsabile di comportamenti giudicati aggressivi, minacciosi o molesti può essere allontanato da specifiche zone della città. Formalmente si tratta di una misura di sicurezza. Politicamente, però, il suo significato è più ampio: stabilisce quali corpi risultano compatibili con lo spazio urbano e quali invece vengono percepiti come fuori posto.

L’invenzione di una categoria giovanile

Per capire perché provvedimenti di questo tipo trovino oggi un consenso così ampio è utile soffermarsi su una figura che negli ultimi anni ha conquistato uno spazio crescente nell’immaginario pubblico italiano: il maranza.

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