Jacobin Italia

Kneecap: si vergognano di zittirci

15 Settembre 2026

I Kneecap, una delle band più politicizzate della nuova ondata, raccontano la loro battaglia per l’indipendenza irlandese e la solidarietà con la Palestina. E cosa significa essere messi sotto accusa per aver espresso l’odio per le ingiustizie

Quando nel 2024 è uscito il loro secondo album, Fine Art, e il film omonimo che li ha lanciati a razzo oltre i confini di Belfast, il trio hip-hop di lingua irlandese Kneecap si era già costruito la reputazione di simpatici provocatori che tutti oggi gli riconoscono. Il 2025 però ha trasformato la provocazione in conflitto politico. Dopo aver definito la guerra di Israele a Gaza come genocidio sui palchi dei principali festival in cui suonavano, i Kneecap hanno dovuto affrontare la revoca dei visti per gli Stati uniti, la cancellazione di una serie di concerti europei e un’indagine antiterrorismo britannica su filmati d’archivio delle loro esibizioni. Invece di tirarsi indietro, la band ha rilanciato e ha accettato di assumere il ruolo di parafulmine in una lotta sempre più ampia sulla questione della Palestina, della libertà di espressione e del dissenso culturale. E nel frattempo ha fatto il tutto esaurito nel tour nel Regno unito. 

Parlando con Jacobin, Móglaí Bap e DJ Próvaí dei Kneecap hanno accettato di discutere del loro rapporto con il Regno unito, con Gaza, l’unificazione irlandese e anche del futuro della band in questi tempi incerti.

Nel vostro singolo The Recap prendete di mira la leader dell’opposizione conservatrice Kemi Badenoch, che l’anno scorso ha cercato di bloccare una sovvenzione che avevate ricevuto dal governo britannico perché i Kneecap «si oppongono al Regno unito stesso». Come descrivereste il vostro rapporto con il Regno unito?

Móglaí Bap: Il rapporto che abbiamo con il popolo inglese è molto forte. Molti di noi hanno parenti lì a causa dell’emigrazione. Abbiamo solo un problema con il governo inglese. L’Irlanda è stata colonizzata dagli inglesi per 800 anni e ne abbiamo abbastanza. Kemi Badenoch cerca di far credere che odiamo gli inglesi, ma non è così. Abbiamo fatto alcuni dei nostri concerti più importanti in Inghilterra e abbiamo fan molto fedeli. Però abbiamo un problema con il modo in cui il Regno unito ha gestito il suo rapporto con l’Irlanda e con l’oppressione della lingua irlandese.

DJ Próvaí: Il governo britannico non ha alcun diritto in Irlanda. Non è al servizio del popolo irlandese e non è nemmeno al servizio del popolo inglese. Noi vorremmo che le classi lavoratrici in Irlanda e in Inghilterra si unissero. Il nostro messaggio riguarda l’unità, non la divisione.

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