Jacobin Italia

Sola nella tua stanza

15 Settembre 2026

La pandemia e il lockdown come hanno influenzato la crescita delle nuove generazioni? Un evento che ha segnato la crisi del modello neoliberale ma che ha rischiato anche di cancellare ogni capacità di immaginare il futuro

I conflitti bellici, l’emergenza climatica, la crisi economica e quella pandemica indicano quattro grandi criticità dell’era post-globale, che in modo più o meno profondo riguardano l’avventura contemporanea del genere umano, alimentando il senso di incertezza tanto individuale quanto sociale: una nuova condizione sembra aver sostituito in larga misura la fiducia tradizionalmente accordata a quelli che il sociologo Anthony Giddens ha definito i «sistemi esperti» (apparati di competenze tecniche impersonali ai quali affidiamo parti rilevanti della nostra vita quotidiana). 

In particolare l’esperienza del Covid-19 ha evidenziato quanto delicato e precario sia l’equilibrio tra le componenti della società del rischio globale – fiducia, sicurezza, rischio e pericolo – e ha alimentato un ampio dibattito, specie in ambito sociologico, sull’insostenibilità del modello di sviluppo neoliberista. In una prima fase è sembrato che tale modello potesse diventare una delle «vittime» del Coronavirus, perché minato nei suoi pilastri fondamentali dalle misure di contenimento adottate dai governi, che improvvisamente scoprivano la necessità dello stato sociale e della regolamentazione. In realtà la pandemia non ha avuto come conseguenza quella di riscrivere profondamente la nostra storia politica, economica e sociale. 

Oggi il virus, anche se in forme «addomesticate», convive con noi e se da un canto l’esperienza pandemica ha lasciato in eredità pratiche e strategie di gestione della sicurezza sanitaria, dall’altro non è possibile stabilire fino a che punto l’immaginario individuale e collettivo ne abbiano rimosso la percezione. Rimane radicato come rappresentazione di rischio permanente, suscettibile di ripresentarsi in forme diverse e sempre potenzialmente aggressive. 

Vivere in pausa

Di certo la pandemia non è stata soltanto una crisi sanitaria globale, ma una distopia divenuta realtà, che ha interrotto bruscamente il vivere e l’habitus quotidiani, ridefinito le coordinate spazio-temporali, trasformato in modo insospettabile abitudini e relazioni sociali. Le restrizioni imposte alla vita individuale e comunitaria, la modificazione radicale dei percorsi educativi/formativi e delle prassi lavorative hanno costretto tutti, indistintamente, a una prova decisamente gravosa, con conseguenze rilevanti sul piano psicologico ed emotivo.

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