Jacobin Italia

Guida pratica al futuro del mondo

11 Marzo 2021

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Non arriveranno, come nei film catastrofici, eroi solitari a salvare il pianeta dalla crisi climatica. Ci sarà bisogno di un processo collettivo. Le cose non stanno andando in questa direzione, ma nei periodi di crisi si aprono spazi

Nei film, specie se di produzione hollywoodiana, salvare il mondo è qualcosa di elitario. Pochi eroi coraggiosi, magari armati di superpoteri, sfidano e sconfiggono le forze del male. 

Nella realtà, quasi mai le cose vanno in questo modo. Salvare il mondo è un processo collettivo, un qualcosa che solo grandi gruppi di persone organizzate e determinate possono fare. Con buona pace della Marvel. 

Oggi il mondo è attraversato da tre crisi: sanitaria, climatica ed economica. La prima ha già ucciso oltre due milioni di persone e non accenna a fermarsi; la seconda ha costretto decine di milioni a migrare e rischia tra le altre cose di desertificare un quarto delle terre emerse; la terza ha già lasciato a casa oltre duecentocinquanta milioni di lavoratrici e lavoratori. Attorno restano le grandi questioni di sempre, che si intrecciano a tali emergenze risultandone un pò causa e un pò effetto. Parliamo delle diseguaglianze economiche, della povertà, dello strapotere di alcuni gruppi, delle discriminazioni di ogni genere.

Il Green New Deal: la soluzione?

Partendo da queste considerazioni nell’universo della sinistra statunitense e anglosassone è nato il concetto di Green New Deal. Molto discusso anche in ambito accademico, è divenuto popolare grazie a politici come Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez e gruppi giovanili come il Sunrise Movement. Si tratta di un grande piano di investimenti pubblici che usi l’indispensabile transizione ecologica come leva per rafforzare il lavoro e il welfare state. 

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