Gli spazi vuoti delle città post-Covid
Ci hanno sempre detto che mancavano suolo e denaro per arginare cemento e liberismo e difendere i diritti dei residenti. Con la pandemia è arrivato il momento di democratizzare lo spazio urbano
Ci hanno sempre detto che mancavano suolo e denaro per arginare cemento e liberismo e difendere i diritti dei residenti. Con la pandemia è arrivato il momento di democratizzare lo spazio urbano
L’ultimo romanzo di Kim Stanley Robinson ci aiuta a capire come potrebbe essere il mondo senza sfruttamento. In quest’intervista dice che dobbiamo immaginare la fine del capitalismo al posto della fine del mondo
Il realismo capitalista ci ha ormai abituato all’idea che viviamo in tempi senza futuro, spettatori depressi della fine. Per uscire da questo sonnambulismo bisogna cambiare la forma della vita, qui e ora
La crisi in cui siamo immersi ha l’effetto di paralizzare le persone che non hanno un’immagine di futuro. In questo modo è impossibile andare oltre le macerie e aspirare a un’alternativa
La pandemia riapre la contesa sul futuro: sulla necessità di programmarlo economicamente, di pianificarlo e gestirlo ma anche di raccontarlo e prefigurarlo
Non arriveranno, come nei film catastrofici, eroi solitari a salvare il pianeta dalla crisi climatica. Ci sarà bisogno di un processo collettivo. Le cose non stanno andando in questa direzione, ma nei periodi di crisi si aprono spazi
Il genere che aveva descritto il futuro in chiave anticapitalista e che aveva ribaltato le narrazioni tecnoentusiastiche neoliberali oggi è diventato innocuo e pacificato. Occorre salvarlo e tornare alle orgini
È possibile una sintesi tra tecnologia avveniristica, recupero delle strutture abbandonate dalla modernità e rispetto dell’ambiente? Questa è la suggestione, non solo letteraria, del movimento Solarpunk
Osservando i migranti stagionali nella pandemia ci si accorge che il sistema produttivo è stato costruito per creare forme postmoderne di schiavismo: dentro il futuro rischia di trascinarsi il peggio del nostro passato
L’afrofuturismo è la corrente attraverso la quale i neri si proiettano nel futuro, si riappropriano delle proprie radici e si emancipano dal passato in cui erano solo macchine da lavoro per il capitalismo
Incidere sui parametri di sistema per conservarne i valori fondamentali non basta, a maggior ragione dopo che la pandemia ha mostrato i limiti strutturali del capitalismo. Un colloquio su futuro e Recovery Plan visto dalla Francia
La pandemia ha messo in crisi i paradigmi urbani egemoni negli ultimi decenni. Le metropoli divengono luoghi vissuti da poveri o da miliardari. Eppure rinascono reti solidali. Che futuro ha il vivere in comune?
Persino Banca mondiale e Fondo monetario internazionale hanno dovuto ammettere che per affrontare questa crisi servono ricette diverse dal passato. Si aprono spazi per ribaltare i luoghi comuni sulla politica economica
La cura è la lente più adeguata a leggere le specificità della crisi pandemica. Eppure nelle prime stesure del Piano nazionale di ripresa e relienza è del tutto assente una visione trasformativa di questo ambito
Un dialogo che avverrà tra trent’anni, in un futuro immaginario: i servizi al centro, la nuova centralità del pubblico e del welfare, non grandi disegni di riforma ma competenze diffuse. Potrebbe accadere veramente
Il duplice colpo della crisi economica e di quella pandemica impone il cambiamento dei paradigmi economici dominanti. Un nuovo corso può venire dalla capacità di coinvolgere la messa in comune di beni, luoghi, relazioni
La pandemia ha dimostrato che tecnicamente è possibile condividere conoscenze al di fuori delle piattaforme private. Un’eredità positiva di cui forse non potremo più fare a meno
All’epoca della «fine della storia» corrispondevano racconti disincantati dietro cui si celava il disperato inseguimento del presente che sfugge, tipico dei social network. La crisi pandemica è anche il collasso di quelle narrazioni
Il sistema politico cerca di approfittare della sovrapposizione tra blocco istituzionale, emergenza pandemica e collasso economico per costruire una nuova normalità. Ma il destino non è ancora scritto
Alla faccia del futuro: siamo imprigionati nelle gabbie economiche, nelle retoriche politiche e negli slogan da talk show che si sono affermati quasi trent’anni fa. È ora di abbandonarli
Il Pcc immagina un mondo in cui le merci viaggiano velocemente e la Cina è lo snodo principale dei traffici. Ma anche da quelle parti si aprono conflitti e contraddizioni. In nome del socialismo
In questo testo scritto poco prima della sua morte, David Graeber sostiene che dopo la pandemia, non possiamo tornare ad accettare il sistema. Si dovrebbe cominciare dal prendersi cura di chi si prende cura degli altri