Jacobin Italia

Rivoluzione Minecraft

15 Settembre 2026

Nonostante il ciclo reazionario, non si è smesso di riadattare i giochi online multiplayer al cambiamento politico nel mondo reale. Accade con uno dei titoli più noti: creato come parabola liberista e individualista conosce divagazioni solidali

In un’anonima città statunitense, una squadra di poliziotti tutti bianchi in tenuta antisommossa fronteggia una folla multietnica che manifesta davanti al municipio: «Basta ingiustizie! Basta discriminazioni!». Cerco di farmi strada tra la folla, ma un poliziotto mi blocca e mi dice che sto per essere arrestato. Mi volto per scappare e intorno a me cominciano ad alzarsi le nuvole grigie dei lacrimogeni.

Questa scena apre Lessons in Good Trouble (Lezioni di guai buoni), un’esperienza educativa disponibile all’interno del videogioco online Minecraft, approvata dal Ministero dell’Istruzione Usa e suggerita come attività pedagogica agli insegnanti di scienze sociali delle scuole statunitensi. Per sfuggire al gas lacrimogeno, mi rifugio in una biblioteca, dove una bibliotecaria molto disponibile mi guida attraverso una breve storia della disobbedienza civile. Lungo il percorso mi presenta John Lewis, Malala Yousafzai, Mohandas Gandhi, Nelson Mandela ed Emmeline Pankhurst. Quest’inoffensiva mitologia della non violenza attraverso il videogioco oggi pare una sorta di messaggio in una bottiglia proveniente da un’epoca passata. L’epoca, e non era così tanto tempo fa, in cui le aziende inondavano Instagram di quadrati neri nel nome della solidarietà.

Lessons in Good Trouble è stato pubblicato il 6 novembre 2020. La divisione Education di Microsoft, proprietaria di Minecraft dal 2014, lo ha promosso senza grande clamore per anni a ogni Black History Month, la ricorrenza in cui si celebra la cultura afrodiscendente e della diaspora africana (a febbraio). Minecraft è solo uno dei tanti giochi mainstream che adottano queste mezze misure woke. Persino Call of Duty Black Ops Cold War ha introdotto per la prima volta dall’uscita un’opzione per giocatori non binari. Così quando Ronald Reagan ti manda a Cuba per compiere atti di violenza neocoloniale sotto copertura fa attenzione a non usare i pronomi «gender-tipizzati» per riferirsi al tuo personaggio, un assassino di comunisti.

Negli ultimi anni l’industria dei videogiochi ha rinnegato molti di quegli impegni presi sulla diversità, per quanto superficiali potessero essere. L’account di Minecraft su X, forse intuendo l’umore generale dopo le elezioni del 2024 che hanno riportato Donald Trump alla Casa Bianca, non pubblica più nulla riguardo Lessons in Good Trouble. Ma gli attivisti non hanno smesso di riadattare i giochi online multiplayer al servizio del cambiamento politico nel mondo reale. 

Un ragazzino che nel 2026 naviga nel mercatodei contenuti extra di Minecraft potrebbe aver già partecipato a un addestramento di risposta rapida contro l’Ice su Fortnite, o a una manifestazione filopalestinese su Roblox. Su Discord, una piattaforma di chat legata al mondo dei videogiochi, centomila manifestanti nepalesi hanno eletto un primo ministro ad interim poco tempo fa, e uno studente universitario dello Utah ha confessato l’assassinio di Charlie Kirk. Il 2 febbraio 2026, Minecraft ha pubblicato su X questo post: «Vuoi cambiare il mondo nella vita reale? Inizia da Minecraft». Questa promessa che un mondo virtuale possa portare a un vero cambiamento politico può sembrare ambiziosa, finché non ci si ricorda che Minecraft è il gioco più popolare di tutti i tempi.

Abbonati a Jacobin Italia per continuare a leggere