«La campagna d’Iran non sarà una passeggiata»
Intervista a Andreas Krieg, professore al King’s College, che prevede una guerra non di facile conclusione e una fase di conflittualità e confusione che riguarderà l’intero Medio oriente
Intervista a Andreas Krieg, professore al King’s College, che prevede una guerra non di facile conclusione e una fase di conflittualità e confusione che riguarderà l’intero Medio oriente
Trump alla Casa bianca ha contribuito a installare la bomba a orologeria delle criptovalute direttamente nella nostra economia. Quando quest’ordigno esploderà, il danno sarà catastrofico
Il concetto di progresso risale al diciottesimo secolo e adesso sembra giunto a un vicolo cieco. Ma se lo intendiamo come l’espansione delle capacità umane, dice il sociologo Göran Therborn, allora possiamo riprenderne il filo
I leader europei si presentano come i campioni dell'ordine liberale che Trump sta demolendo. Ma nonostante le loro dichiarazioni sulla Corte penale internazionale, sostengono il genocidio di Tel Aviv contro i palestinesi
La fase che si è aperta dopo la lunga turbolenza seguita alla crisi del 2008 e alla pandemia, è segnata dal predominio del capitale finanziario che lascia il campo a un nuovo scontro interimperiale, alta inflazione ed emergenza climatica
I principali pensatori marxisti avevano sottolineato l’importanza di governare in collaborazione con la classe contadina. Quando i paesi del socialismo reale hanno imposto la collettivizzazione, i risultati sono stati disastrosi
Starmer prende soltanto il 33,7% dei voti. Bene gli indipendenti di sinistra e i Verdi, che hanno contestato le scelte su Gaza. Corbyn batte il suo ex partito. Ma nel paese cresce il razzismo di Nigel Farage
La decisione del premier inglese Sunak di indire elezioni anticipate il 4 luglio mette i laburisti nella concreta possibilità di tornare al governo. Ma tutto rischia di rimanere immobile, a cominciare dalla politica estera e dalla guerra a Gaza
All’indomani dell’invasione dell’Iraq, i governi statunitense e britannico si gettarono subito sulla privatizzazione del petrolio. Ma i sindacati iracheni condussero una coraggiosa campagna per ostacolare i loro piani
La serie televisiva di successo che debuttò trent’anni fa con il claim «I Want to Believe» rappresenta il divenire pop della grammatica cospirazionista
Marx ed Engels scrissero nel Manifesto del Partito comunista che «gli operai non hanno patria». Nel mondo di oggi, il pericolo principale non è sottovautare il peso delle nazioni ma rappresentarle come onnipresenti
Con l’affermazione del Sinn Féin da entrambi i lati del confine irlandese, l’obiettivo di generazioni di repubblicani sembra praticabile: la riunificazione del paese. Due libri usciti di recente ci aiutano a capire quanto sia realistico
Per spiegare le minacce alla democrazia bisogna metterla in relazione con l’evoluzione del capitalismo dal 1970 a oggi. Si scoprirà che le destre si insinuano nelle sue contraddizioni, sostituendo l’identità alla classe sociale
Adam Tooze è uno dei massimi esperti sul modo in cui le crisi economiche ridefiniscono di volta in volta il mondo. Qui spiega come la crisi pandemica è destinata ad avere maggiori conseguenze di quella finanziaria del 2008
C.R.L. James ha mostrato per primo che i lavoratori del sud del mondo possono liberarsi da soli, senza aspettare i paesi cosiddetti sviluppati. E che le loro lotte sono decisive sul piano globale
Il blocco del Canale di Suez ha ispirato mille meme e le sue conseguenze per l'economia mondiale sono state gravi. Ma non c'è motivo di pensare che la sua importanza economica e geopolitica stia per diminuire
Un terzo della popolazione europea morì in pochi anni, anche se gli sconquassi del morbo costrinsero i signori a regolare l’economia e migliorare i sistemi di produzione. Ma le rivolte arrivarono solo quando il contagio era finito
Il successo dello Sinn Féin, nonostante la campagna di diffamazione è indice della spinta verso il cambiamento. Ma rischia di incepparsi nelle contraddizioni del movimento repubblicano
Lenín Moreno aveva promesso un approccio meno «divisivo» del suo predecessore, Rafael Correa. Ma gli ecuadoriani stanno resistendo alle riforme neoliberiste e all’austerità