Far rima con classe
Due voci della seconda generazione si passano il microfono per esprimere la rabbia e i sogni working class: il rap a volte è ancora la Cnn degli ultimi
Due voci della seconda generazione si passano il microfono per esprimere la rabbia e i sogni working class: il rap a volte è ancora la Cnn degli ultimi
La seconda generazione che prende voce rivendicando la cittadinanza deve stare attenta a non cadere nella trappola della destra secondo cui gli immigrati devono meritarsela. Altrimenti l'istruzione invece che un diritto diventa un ricatto
A trent'anni dall'uscita di «Batti il tuo tempo», il disco che diede origine al rap italiano, il mainstream di Guè Pequeno travisa lo spirito e la credibilità di strada di quel genere
Il talent show Rythm+Flow non fa altro che commercializzare gli effetti del razzismo. Per affiancare le lotte dei neri l'hip hop, come diceva Audre Lorde, non deve usare gli «strumenti del padrone»
Il rapper Junior Cally è intoccabile al festival di Sanremo perché alle case discografiche interessa vendere il genere rap come linguaggio violento. Ma in realtà la cultura hip hop è uno spazio di resistenza creativa dal basso
«Parlo come donna, lavoratrice e figlia di migranti». L’8 marzo visto da un’attivista di Non Una di Meno. Una giornata che serve a costruire un «Noi» inclusivo, adatto alle sfide e alle minacce dei nostri tempi
Trent'anni fa i 2 Live Crew finirono sotto processo per testi osceni. Al netto di censura e razzismo, la cultura hip hop ha ancora un problema di misoginia