I sette record del Festival di Letteratura Working Class
Dire che «è stata un’edizione da record» è scontato, lo si fa dopo ogni evento. E allora eccovi tutti i primati del Festival più boicottato del mondo
Dire che «è stata un’edizione da record» è scontato, lo si fa dopo ogni evento. E allora eccovi tutti i primati del Festival più boicottato del mondo
Un dialogo tra Antonio Montefusco e Alberto Prunetti su scrittura, lavoro, operai con libri in mano che mandano fuori di testa manager e padroni, Festival della letteratura working class
Esiste una relazione tra sciopero e letteratura? Dagli scrittori borghesi alla letteratura working class, con la missione di trovare una forma di bilinguismo che saccheggi l’immaginario e ricongiunga scrittura e lotte
Lettera aperta del direttore del Festival in merito alle accuse classiste contro un progetto di convergenza culturale tra operai e lavoratori della conoscenza
Il Festival di letteratura working class è stato molto diverso dalle kermesse del libro perché è stato un evento collettivo e uno strumento di conflitto. Raccontando la propria storia la classe diventa più forte nel rivendicare i propri diritti
Lo sfogo di uno di quei romanzi che parla di classe operaia e nuove povertà: nel mercato editoriale italiano vengono spesso definiti «urban» per essere venduti a lettori benestanti in cerca di safari nei sobborghi metropolitani
Recensendo «Retour à Reims (Fragments)» Alberto Prunetti avverte il rischio che le storie working class vengano neutralizzate. Eppure queste biografie operaie aiutano a liberarsi dalle zavorre che ci portiamo dietro
Alberto Prunetti dialoga con Graeme Armstrong, scrittore che ha fatto parte di una gang in una città a nord di Glasgow, di lingua e traduzione, della demonizzazione dei poveri e del rischio di fare «poverty safari» letterari
Uno scrittore italiano e uno argentino, entrambi autori di storie working class e di estrazione proletaria, si confrontano sul senso, gli obiettivi e la condizione di raccontare dal punto di vista della classe lavoratrice
Ingaggiare una lotta che fa saltare tutte le narrazioni dominanti, come hanno fatto alla Gkn, significa condensare collettivamente le capacità di decine di scrittori e scrittrici. Per riprendere in mano il racconto delle nostre vite
Un testo working class di mezz'estate di Alberto Prunetti direttamente dalla fabbrica Gkn. Per proiettarci nel prossimo autunno caldo
La forma di vita del ceto che odia i poveri ma odia anche i ricchi, perché non sanno spendere bene come lui. Sono intorno a noi, sono l’espressione consolidata e la versione aggiornata del rancore classista
Nei media e nel mondo dell'editoria si preferiscono storie in cui i giovani a 22 anni si divertono e fanno i master all’estero, non le operaie tessili, quelle «non esistono più». Finché non si muore dentro una macchina
È scomparso a soli 42 anni Joseph Ponthus, attivista, insegnante precario e operaio interinale, autore di "À la ligne", un capolavoro di scrittura working class
Il governo, schiacciato sulle esigenze di Confindustria, dimentica la scuola e i genitori costretti a tornare a lavorare. Occorre imparare dal femminismo e mobilitarsi, perché non esiste produzione senza riproduzione sociale
Ai lavoratori indeboliti dal liberismo han detto che era «colpa loro» e poi che era «colpa degli altri», spingendo la rabbia verso il basso per evitare andasse in alto. Ora ne va mutato l'immaginario senza appiattirlo su bei tempi mai esistiti
In anni in cui è più facile pensare la fine del mondo che la fine del capitalismo, milioni di giovani hanno scritto sulle strade del pianeta che la rapacità del capitale non possiamo più permettercela, né dobbiamo sostenerla
Anche il vino e l’olio ci aiutano a leggere l’emergenza climatica. Ecco come cambia il lavoro di un piccolo produttore, tra tempi di raccolta cambiati, diffusione di nuovi parassiti e stravolgimento dei ritmi di produzione
Il falso dilemma sull'Europa sta alimentando il caos inglese. Il problema non è l'exit ma il capitalismo, come ci ricorda il nuovo romanzo di Anthony Cartwright
Fin tanto che ci saranno ingiustizie, al mondo, fin tanto che, come diceva lui stesso, un bambino muore di fame in Argentina, ci sarà sempre un Osvaldo Bayer che scriverà contro il potere
Siamo nel 1971. Una galleria sotterranea sotto al carcere di Punta Carretas, in Uruguay, consente l’evasione di coloro che anni dopo andranno al governo del paese. Lavorando sotto terra scoprono un altro cunicolo leggendario
Cos’ero? Un migrante economico. Uno di quelli che secondo i lupi mannari al potere non andrebbero accolti. Uno da aiutare a casa sua. Solo che quelli che dicono aiutiamoli a casa loro, mi avevano rubato i diritti e il pane