Femminismo terrone e antimafia sociale
Un dialogo sull’urgenza di uno sguardo femminista per parlare di mafia, e in generale di trasformazione sociale
Un dialogo sull’urgenza di uno sguardo femminista per parlare di mafia, e in generale di trasformazione sociale
Le stragi di mafia del 1992 azzerarono la legge Gozzini, e con essa il tentativo di liberarsi delle legislazioni d’emergenza degli anni Settanta: da allora politici e opinione pubblica accettarono la logica del fine pena mai
In quanto costruzione ideologica, la mafia intreccia realtà di fatto a elementi immaginari. Fin dagli inizi la narrazione sulla criminalità organizzata reatroagisce sulla sua attività. E si rivela la proiezione dei fantasmi del Belpaese
Gli economisti le chiamano «esternalità negative»: sono i danni della produzione, che nel caso dei distretti toscani della concia consistono in scorie tossiche. Per smaltirle intervengono, con le spicce, ‘ndranghetisti senza scrupoli
Tra eversione nera e criminalità organizzata c’è un rapporto intrecciato, che si perde nei rivoli della strategia della tensione e dell’anticomunismo a tutti i costi e che arriva fino alle evoluzioni degli ultimi anni
Storia e analisi del regime di carcere speciale assurto a norma identitaria usata per contrapporre chi, sulla base di varie argomentazioni, analizza criticamente la misura, a quelli che si considerano gli alfieri della lotta alla mafia
Al di là della retorica antimafia, la normativa sui beni confiscati alla criminalità organizzata sarebbe particolarmente avanzata: propone di colpire la proprietà per restituire le risorse alla collettività. Almeno sulla carta
Dalle lotte di Placido Rizzotto a quelle di Peppino Impastato fino alle tante esperienze diffuse sui territori, esiste un movimento variegato che coniuga la battaglia alla criminalità organizzata con le lotte per i diritti
La mafia è paradigma di una forma di neoliberismo estrattivo e necrofilo difficile da raccontare in forma univoca. Sarebbe impossibile farlo senza le voci delle donne e senza la complessità del pensiero di genere
La rappresentazione del caporalato come espressione della criminalità mafiosa e retaggio dell’arretratezza delle campagne lascia sullo sfondo pratiche e responsabilità di tanti che si tengono lontani dall’essere (definiti) mafiosi
Seguendo l’evoluzione storica del fenomeno camorristico, si comprende come questa sia oggi una componente ordinaria del meccanismo economico, del quale applica e manipola regole e codici largamente riconosciuti
La storia della penetrazione camorristica in un paese del litorale veneto fa capire come le relazioni mafiose si dimostrino versatili e sappiano come intrecciarsi alle strutture economiche e di potere preesistenti
La mafia non è un freno alla crescita economica. Tutt’altro: è ormai un partner affidabile, accelera e anticipa tendenze in atto come il mercato globale, la deregulation, la finanziarizzazione, lo sfruttamento selvaggio
Da anni il discorso pubblico sulla mafia in Italia verte attorno al momento in cui lo Stato, inteso come entità monolitica, avrebbe fatto accordi segreti con la Mafia. Un’ipotesi che cancella gli spazi per la critica politica
Senza un sistema di rapporti che affonda nella società e nei suoi gangli produttivi, la mafia sarebbe soltanto una forma di criminalità tra le altre, marginale sia dal punto di vista politico che da quello economico
Bisogna partire dai diritti e dai rapporti di forza all’interno di un sistema di cui la mafia è parte integrante. Racconto di una ricerca etnografica nel paese di Matteo Messina Denaro, dove la criminalità avanza insieme alla disillusione
Nel fronte antimafia critica sociale e foga repressiva tendono sempre più a coincidere: si rischia di perdere di vista la dimensione del conflitto e di non individuare i veri soggetti del potere della criminalità organizzata
La mafia va analizzata in quanto fenomeno umano, storicamente determinato. Lungi dall'essere freno allo sviluppo capitalistico ne rappresenta l'acceleratore
Per comprendere il consenso al sistema di potere mafioso dobbiamo guardare all’egemonia dei soggetti che siamo abituati a collocare all’esterno dell’organizzazione criminale
La strage di Capaci, trenta anni fa, generò la mobilitazione giudiziaria contro la mafia e la presa di coscienza sociale. Ma ci si fermò solo al livello militare di Cosa nostra
La «mafia» non è un fenomeno monolitico né esiste una regia occulta centralizzata che ha indirizzato la storia della Repubblica. I rapporti tra mafie, politica e imprenditoria sono fluidi, con convergenze e conflittualità
La storia tragica di Peppino è diventata una storia bellissima di esempio e stimolo per le nuove lotte sociali, grazie allo straordinario lavoro sulla memoria fatto da sua madre che oggi si rinnova nelle generazioni successive
La nuova ossessione dell’estrema destra è la «mafia nigeriana». Per smontare questo spauracchio, gonfiato da complottismo e pregiudizi razzisti, bisogna inquadrare le criminalità organizzate globali nel contesto postfordista
Mentre Napoli negli ultimi anni diveniva la città italiana con il maggior aumento di turismo, le organizzazioni criminali modificavano i propri luoghi e mezzi di profitto. E la repressione non è bastata, e non basterà, a sgominare i clan